Pakistan, adolescente down accusata di blasfemia per aver bruciato una guida al Corano COMMENTA  

Pakistan, adolescente down accusata di blasfemia per aver bruciato una guida al Corano COMMENTA  

ISLAMABAD – Sono ore di angoscia per Rimsha Masih, 14enne ragazzina pakistana e di religione cristiana, affetta dalla sindrome di Down. Rimsha è stata arrestata il 20 agosto scorso ad Islamabad, in seguito alla denuncia di un uomo che l’ha accusata di aver strappato e bruciato alcune pagine del Noorani Qaida, il manuale per imparare a leggere il Corano. Il reato che viene imputato all’adolescente è gravissimo: blasfemia, un crimine che in Pakistan è punibile con l’ergastolo o la pena di morte.


Gli agenti, notato l’handicap della ragazzina, all’inizio avevano deciso di non procedere all’incriminazione per blasfemia, ma la popolazione avrebbe reagito a questa decisione bloccando la statale del Kashmir e circondando il commissariato di polizia, costringendo le forze dell’ordine a stabilire il reato di blasfemia.


Rimsha, che al momento si trova in riformatorio e ci rimarrà per almeno due settimane, dopo che il tribunale ha prolungato il periodo di detenzione, attende che un giudice decida la sua sorte. Intanto il presidente Asif Ali Zardari ha chiesto al ministro dell’Interno di preparare entro 24 ore un rapporto sulla situazione, mentre il ministro per la Concordia nazionale, Paul Bhatti, ha disposto un’assistenza legale per la ragazzina e chiesto un’indagine su eventuali pressioni esercitate sulla polizia.


 

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