Pakistan, strage di volontari anti-polio. I talebani considerano il vaccino una tecnica di spionaggio COMMENTA  

Pakistan, strage di volontari anti-polio. I talebani considerano il vaccino una tecnica di spionaggio COMMENTA  

È caccia al volontario in Pakistan, una follia che ha già mietuto le sue vittime. Nel giro di due giorni otto volontari impegnati nelle vaccinazioni anti-poliomielite prevista dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dall’Onu sono stati uccisi nello stato pakistano: cinque volontarie (la più giovane aveva 17 anni) sono state massacrare nei pressi della città meridionale di Karachi tra ieri e lunedì, mentre altri tre volontari sono stati assassinati  a Peshawar, a nord del Paese.


Non è ancora chiaro quale sia la mano che abbia compiuto gli omicidi, ma tutto lascerebbe supporre che dietro le uccisioni mirate ci siano i Talebani, i quali hanno più volte lanciato minacce contro la campagna anti-polio. È lo stesso personale medico pachistano coinvolto nella campagna che ha riferito di aver ricevuto telefonate in cui veniva chiesto di interrompere il lavoro con i volontari “infedeli”. I Talebani vedono la campagna di profilassi come una cospirazione occidentale per sterilizzare o spiare i musulmani. Tale idea si fonda sul fatto che, durante la caccia a Bin Laden, la Cia utilizzò una falsa campagna di vaccinazioni per raccogliere sul territorio informazioni in merito al leader di Al-Qaeda.


Tuttavia, il portavoce dei talebani, Ihsanullah Ihsan, ha negato il loro coinvolgimento  nell’assassinio dei volontari.

A seguito della notizia, Onu e Oms hanno deciso di sospendere le operazioni di profilassi. La decisione è stata accolta nella provincia di Sindh, ma respinta fermamente nella provincia di Khyber Paktunkhwa, di cui Peshawar è capitale, le cui autorità sanitarie si sono rifiutate di interrompere le vaccinazioni.


Lo stesso il primo ministro pachistano, Raja Pervez Ashraf, aveva affermato la necessità della prosecuzione: «Non possiamo e dobbiamo permettere che la polio porti il caos nelle vite dei nostri bambini».

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