Palermo, il pentito Chiariello vuota il sacco

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Palermo, il pentito Chiariello vuota il sacco

Il pentito di mafia Francesco Chiarello, ha vuotato il sacco, facendo luce sul vasto giro d’affari del clan Porta Nuova, che smerciava droga in tutta la città di Palermo. Un volume di tre chili di cocaina che venivano piazzati ogni 20 giorni e che fruttavano incassi superiori a 160 milia euro al mese.

Il pentito Chiarello sentito dal P.M. Caterina Malagoli ha raccontato le metodologie di distribuzione degli stupefacenti rivelando i nomi dei soggetti coinvolti nel vasto giro di affari illeciti. Ha parlato di Luigi Giardina già recentemente condannato in appello con l’accusa di favoreggiamento aggravato e cognato del boss Gianni Nicchi.
La droga veniva stipata all’interno dell’officina di Andrea Calandra, giudicato da Chiariello come una sorta di pupillo del boss Nicchi, altra persona già sottoposta a misure restrittive.

Proprio l’officina rappresentava la sede base della riunioni del clan, organizzate da Alessandro D’Ambrogio, oggi in carcere con l’accusa di essere il rettore del mandamento di Porta Nuova.

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