Palermo, Madonna della Grazia l’Averinga COMMENTA  

Palermo, Madonna della Grazia l’Averinga COMMENTA  

Andrea-Napoli

È mezzogiorno di una splendida giornata di sole, davanti alla porta del monumento c’è uno stendibiancheria. Ci troviamo in via Giuseppe Albina, ad angolo con via Gabriele Vulpi, a Palermo: qui si trova l’edicola della Madonna della Grazia l’Averinga. Monumento ormai devastato dal tempo e dall’incuria. All’interno del monumento, abitato dai topi, si trova ben poco: “l’altare, un capitello e il recipiente”, spiega Andrea Napoli (nella foto), 58 anni, proprietario del monumento. L’immagine della Madonna e le colonnine (una era stata rubata e poi recuperata) della trifora sono, infatti, custodite in un altro luogo.


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Il monumento risale al 1587 e fu edificato insieme ad una piccola chiesetta per volontà del pretore Andrea Salazar. Da qui defluivano le acque della sorgente dell’Averinga e alimentavano case e fontane storiche della città, come – ad esempio – quella del Garraffo, della Ninfa e della Grilla.

L’edicola fu poi trasformata in stalla, d’allora proprietario Zavitteri. Fu poi acquistata dal bisnonno di Andrea Napoli: “È un lascito del nonno materno – racconta Napoli. Sino a dodici anni fa, se ne occupava mio padre.

Lui aveva la passione per i cavalli da corsa, che teneva lì, nella stalla, dove noi figli – tre maschi e due femmine – siamo cresciuti. Da quando lui non c’è più, nessuno della famiglia ha avuto la forza di entrarci.

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Così per due anni, circa dieci anni fa – aggiunge – lo abbiamo messo a disposizione degli alunni della scuola media annessa all’Istituto d’Arte per il progetto del Comune “La scuola adotta un monumento”. Adesso sembra che l’Edicola dell’Averinga non interessi più a nessuno”.

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