Paolo Genovese, dopo "Perfetti sconosciuti", girerà una serie tv in soli 9 giorni

Paolo Genovese, dopo “Perfetti sconosciuti”, girerà una serie tv in soli 9 giorni

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Paolo Genovese, dopo “Perfetti sconosciuti”, girerà una serie tv in soli 9 giorni

Paolo Genovese, dopo "Perfetti sconosciuti", girerà una serie tv in soli 9 giorni
Paolo Genovese, dopo "Perfetti sconosciuti", girerà una serie tv in soli 9 giorni

Dopo il grande successo internazionale del film “Perfetti sconosciuti”, Paolo Genovese annuncia l’imminente realizzazione di un progetto assai originale.

Il regista Paolo Genovese, ancora fresco del successo del suo ultimo film “Perfetti sconosciuti“, il cui format verrà proposto in diversi paesi del mondo, sta per ritorna dietro la macchina da presa. Questa volta, però, approderà sul piccolo schermo e con una serie tv dal formato piuttosto anomalo. Si tratta di 5 episodi da 20 minuti l’uno. “Chiamarla serie è fuorviante – ha dichiarato lo stesso Genovese – L’idea è quella di girarla a giugno, in 9 giorni e con 9 attori diversi. Il cast? Ancora top secret!”. L’intento del regista, perciò, è quello di sperimentare un’altra tipologia di formato. Ma soprattutto di cimentarsi nella creazione di una sorta di serie tv che avrà una durata di episodi e una modalità di realizzazione completamente diversi da ciò a cui siamo abituati.

L’annuncio è giunto nella trasmissione Cortinametraggio, dove Genovese si trovava come ospite.

Come riporta l’agenzia Aska, la location sarà affascinante e il cast appetibile. “L’idea – prosegue Genovese – mi è nata da un formato inglese che mi ha letteralmente folgorato e di cui abbiamo preso i diritti. Al momento, lo sto riscrivendo per adattarlo. Il tema verterà su questa domanda: cosa si sarebbe disposti a fare per ottenere ciò che si vuole? Ognuno dei 9 protagonisti viene messo davanti a un profondo dilemma morale. Per ottenere qualcosa, bisogna, in cambio, compiere un’azione moralmente molto discutibile. Mi sono chiesto anche io cosa sarei disposto a fare. Siamo davanti a interrrogativi per i quali non è facile ottenere la risposta”.

Il film “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese non è solo stato record d’incassi ma anche un successo di pubblico e di critica, nonché in diverse rassegne internazionali, come il Tribeca. La pellicola ha sfondato una porta tutt’altro che aperta. Perché ha provato a far luce su un’idea in apparenza banale ma mai immaginata da nessuno.

Ecco il motivo per il quale è stato classificato come uno dei fenomeni cinematografici italiani più interessanti e riusciti degli ultimi anni. A Genovese l’idea venne dopo che un suo amico, rimasto ferito durante un incidente, venne mollato dalla moglie dopo che questa scoprì i segreti che il consorte teneva nel suo cellulare. Cellulare che era stato dato alla donna dagli infermieri dell’ospedale.

La trama di “Perfetti sconosciuti” ruota attorno a un concetto molto semplice. Ognuno di noi ha tre vite: pubblica, privata e segreta. Nel passato, quella segreta era molto meglio custodita nella nostra memoria. Oggi, invece, è compressa nelle nostre sim. Nel corso di una cena tra amici, la padrona di casa irrompe affermando che tante coppie si lascerebbero se uno dei partner controllasse il cellulare dell’altro. Ognuno, perciò, dovrà mettere il proprio telefono sul tavolo e leggere messaggi, chat o ascoltare telefonate di tutti gli altri. Un innocente passatempo che diventerà presto un gioco al massacro.

La pellicola ha vinto il David di Donatello per il Miglior film e per la Migliore sceneggiatura. Pochi giorni dopo, la stessa sceneggiatura dell’opera viene anche premiata durante il Tribeca Film Festival.

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