PAOLO VIRZì NUOVO DIRETTORE DEL TORINO FILM FESTIVAL - Notizie.it
PAOLO VIRZì NUOVO DIRETTORE DEL TORINO FILM FESTIVAL
Cinema

PAOLO VIRZì NUOVO DIRETTORE DEL TORINO FILM FESTIVAL

Paolo Virzì è il nuovo direttore del ‘Torino Film Festival’. La nomina del regista livornese è stata decisa ieri dal consiglio dall’assemblea dei soci fondatori del museo del cinema, su proposta del presidente Ugo Nespolo. Si diramano così le nubi che aleggiavano sulla kermesse torinese dopo l’addio di Gianni Amelio e il rifiuto di Gabriele Salvatores. Nonostante il crescente successo di pubblico, evidente dall’aumento dei biglietti strappati nell’ultima edizione, e una fama sempre più solida nel panorama delle rassegne cinematografiche mondiali, il festival sabaudo vive infatti un momento di stallo sia per la mancanza di fondi -e in vista ci sono ulteriori tagli- sia per la neanche tanto nascosta guerra tra la regione, nella persona dell’assessore alla cultura Michele Coppola, desiderosa di più glamour (inoltre, sponsor dell’allontanamento di Amelio e dell’arrivo di Salvatores), e il museo del cinema nella figura del direttore Alberto Barbera, che vorrebbe mantenere più sobrietà e una linea più di nicchia.

Virzì, figura di una certa caratura, ben lontana dall’essere considerata una seconda scelta, può essere la persona adatta ad accontentare entrambe le visioni, e a trovare un compromesso: non solo perché il suo cinema è allo stesso tempo popolare e di qualità, per tutti ma ricco di spunti e chiavi di lettura, ma soprattutto perché è diffusamente riconosciuto e apprezzato.

Può essere quindi, come ha giustamente fatto notare Bernardinis su ‘La stampa’, un nome abbastanza forte anche da attirare i contributi di qualche sponsor privato, in questo momento utili poco meno del pane (sempre a patto, si intende, che venga accentuata la parte più glamour e modaiola). Questo è il motivo principale per cui non è stata abbandonata la strada, intrapresa con il biennio di Nanni Moretti, di affidare il timone del festival ad un regista di fama, ed è stata accantonata l’idea, caldeggiata soprattutto dal museo del cinema, di rimanere in casa e rivolgersi ad Emanuela Martini. La critica e storica del cinema è stata infatti la vice di Gianni Amelio, nonché la curatrice di molte sezioni e delle retrospettive: la sua nomina avrebbe fatto risparmiare i soldi di un ingaggio esterno, probabilmente abbastanza oneroso, ma dall’altro lato, per quanto più che apprezzata nel mondo cinefilo, non sarebbe stato un nome abbastanza altisonante da attirare eventuali nuovi interessi e contribuenti.

Senza dimenticare che sarebbe stato un segnale di forte continuità non apprezzato dalla regione, e quindi lontano dall’obiettivo di accontentare tutti.

L’autore di Ovosodo e de La prima cosa bella ha quindi il compito, arduo ma perfettamente alla sua portata, di non tradire l’essenza, fatta di ricerca, sperimentazione e di una visione a 360 gradi del mondo del cinema e del cinema nel mondo, del ‘Torino film festival’ – tradimento che sarebbe fatale per il futuro della rassegna-, e allo stesso tempo di accentuare l’aspetto più festaiolo e modaiolo senza renderlo dominante. Il modello è ancora quello del ‘Festival del cinema di Locarno‘, il parente più stretto della manifestazione torinese: nella cittadina svizzera i film trasmessi la sera in Piazza Grande sono l’occasione per grandi anteprime, per le sfilate di star, per i ‘Red Carpet’ e per la celebrazione di grandi protagonisti, oltre che occasione di ritrovo per la popolazione, mentre la parte più cinefila, di ricerca e di nicchia si snoda tra le varie sezioni del festival.

Una soluzione del genere sarebbe auspicabile per accontentare capra e cavoli, e anche per aumentare il bacino d’utenza del festival, che così aumenterebbe la tipologia di spettatori senza tradire lo zoccolo duro che ha fatto, e farà, la fortuna della rassegna.

Non è una una missione impossibile, a patto che le lotte intestine tra regione e museo del cinema, non logorino l’operato del neo-direttore, e che non gli diano spunto per il soggetto di una nuova commedia satirica.

EDOARDO PERETTI

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