Paradosso editoria: aumentano libri, diminuiscono lettori

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Paradosso editoria: aumentano libri, diminuiscono lettori

Roma – Che l’Italia fosse un Paese di tanti scrittori e pochi lettori è un dato di fatto da anni, ormai. Tuttavia l’enorme paradosso svelato dalle statistiche del 2011 va ben oltre i semplici modi di dire: la produzione dei libri è aumentata (+ 10,8% rispetto al 2009), mentre invece è diminuito il numero dei lettori.

Un fatto insolito, questo va detto, anche perché ad aumentare non è stata solamente la produzione libraria generale, ma anche la tiratura – numero di copie stampate – passando da 208 a 213 milioni. In picchiata il numero delle case editrici, tant’è che il numero dei nuovi editori è inferiore a quello degli editori che hanno cessato l’attività. I pochi rimasti si orientano verso una produzione il più possibile variegata e corposa, con un discreto contenimento dell’attività di stampa.

In forte calo il numero dei lettori. Nel 2011, poco meno di 26 milioni di italiani di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, e la percentuale di lettori scivola così da un già scarso 46,8% a un 45,3%. Le uniche a tenere in vita il mercato dei libri sembrano essere le donne, mentre gli uomini prediligono opere più veloci e meno impegnative – riviste, saggi, racconti.

Da segnalare anche una sensibile rivalutazione del fumetto che, pur rappresentando appena lo 0,6% del panorama editoriale italiano, ha registrato un incremento del 21,6% per i titoli, del 16,3% per le pagine e del 55,4% per le tirature.

Si legge di più al Centro e al Nord, dove il numero dei lettori complessivi sfiora il 50%. Fermo al 35% al Sud e nelle Isole, dove la tradizione letteraria pare essere ristretta a poche zone. Statisticamente parlando, in una famiglia in cui i genitori leggono libri esistono serie possibilità che anche i figli divengano solidi lettori. Il consiglio è quindi quello di indirizzare i bambini alla lettura sin dalla prima infanzia – facendo attenzione a non rendere l’attività un peso – soprattutto in virtù dei mille vantaggi, a livello intellettuale, offerti da questo meraviglioso passatempo.

Filippo Munaro

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