“Parentopoli” al San Raffaele COMMENTA  

“Parentopoli” al San Raffaele COMMENTA  

Continua a far parlare di sé l’istituto San Raffaele di Milano. Questa volta a gettare ombre sulla prestigiosa istituzione ci sarebbe uno scandalo “parentopoli”.

La vicenda riguarda un concorso per ricercatore a tempo indeterminato indetto dalla facoltà di Medicina dell’Università. Primo vincitore del concorso per il settore delle malattie odontostomatologiche, le patologie dei denti, risulta essere Raffaele Bollero, figlio del più noto Enrico Bollero. Bollero è però anche direttore generale del Policlinico di Tor Vergata, membro della commissione nazionale della ricerca sanitaria, ma soprattutto colui che, in veste di membro della commissione ministeriale per “la conferma del riconoscimento del carattere scientifico” della Fondazione S. Raffaele, ha dato l’ok alla conferma della scientificità dell’istituto.


Una delle partecipanti al concorso, a suo dire esclusa ingiustamente secondo i criteri del, ha presentato ricorso.

Simona Tecco, uno dei cinque partecipanti al concorso, non ha accettato l’esito e ha presentato un ricorso al  Cun (Consiglio universitario nazionale). Il professor Domenico Russo, avvocato della dottoressa Tecco ha dichiarato: “I giudizi appaiono totalmente sganciati dai curricula.

La mia cliente presentava, oltre a innumerevoli titoli, circa 38 pubblicazioni con primo o ultimo nome, di cui 28 su riviste con impact factor, a fronte di zero pubblicazioni con primi e ultimi nomi del fortunato Bollero: il punteggio di 28 a 0 dovrebbe esser sufficiente, in qualsiasi competizione, a decretare il vincitore».

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