Parlamento UE approva nuove norme su “made in”

Attualità

Parlamento UE approva nuove norme su “made in”

«Una tappa storica per le imprese italiane e per la tutela dell’origine dei nostri prodotti».
Così il Presidente di Confartigianato Cuneo Domenico Massimino commenta l’approvazione, da parte della Commissione Mercato interno e Protezione dei Consumatori del Parlamento europeo, dell’obbligo di indicazione di origine controllata contenuto nella proposta di Regolamento sulla sicurezza dei prodotti.
In pratica, si definiscono nuove disposizioni in materia di “made in” per garantire la piena tracciabilità del prodotto, come già avviene nei principali Paesi aderenti al WTO (ad esempio: USA, Giappone, Canada e Corea). In base alle disposizioni approvate a Bruxelles, tutti i prodotti dovranno presentare il marchio “made in” sulla propria etichetta per essere immessi nel mercato.
«Appare doveroso far rilevare l’impegno del Vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani e il sostegno da parte degli Europarlamentari italiani» – aggiunge Luca Crosetto, che dopo 8 anni trascorsi in Giunta nazionale e nel Comitato di presidenza è stato recentemente eletto vice presidente dell’UEAPME (Unione Europea dell’artigianato e delle piccole e medie imprese).
«L’UEAPME – spiega Crosetto – è l’associazione che raggruppa le organizzazioni di rappresentanza delle MPMI europee.

Ad essa aderiscono 84 associazioni dei paesi della Comunità Europea: si tratta di uno spaccato consistente dell’imprenditoria internazionale che in questa occasione ha confermato il suo ruolo significativo nelle scelte strategiche a livello economico. Le disposizioni votate colgono molteplici obiettivi: valorizzare il patrimonio manifatturiero dell’artigianato e dell’impresa diffusa, difendere il diritto dei consumatori a una corretta informazione sull’origine dei beni acquistati e combattere il fenomeno della contraffazione».
«Confartigianato – conclude Massimino, anche componente del Comitato di presidenza nazionale – si batte da sempre per una chiara e inequivoca identificazione dell’origine dei prodotti e delle lavorazioni, perché il mondo cerca il Made in Italy e i consumatori sono disposti a pagare un premium price pur di avere un prodotto fatto in Italia, a regola d’arte. Confidiamo che ora anche i Governi nazionali facciano la loro parte e che il Governo Letta si impegni per difendere e valorizzare il “modello Italia”. Ci auguriamo che finalmente, dopo anni di battaglie, la difesa del “made in” possa finalmente trovare piena attuazione».
In base a una ricerca dell’Ufficio studi di Confartigianato condotta su dati Eurobarometro risulta che 1 cittadino europeo su 3, vale a dire 130 milioni di persone nella Ue, sceglie cosa acquistare sulla base dell’origine dei prodotti riportati in etichetta.

In Italia l’attenzione all’origine dei prodotti riguarda 25 milioni di persone.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche