Parlando con le api COMMENTA  

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In un paesino della California del Sud, l’anziano   Albert Honig butta i resti della colazione e si prepara ad andare al lavoro.   Non importa che sia domenica e che faccia caldo: lo aspettano mezzo ettaro di   bosco da pulire, sedici arnie da controllare e una miriade di barattoli di   miele da inscatolare per il mercato.

Mentre si sciacqua le mani al lavello di   cucina, però, oltre la finestra avverte un rumore. Non può essere un vicino   che aspira le foglie sul vialetto o il ronzio dei cavi elettrici, né tantomeno   il motore di qualche macchina.

Albert esce di casa e percorre la siepe che   divide la sua proprietà da quella delle “Signore delle api”, e suona il   campanello, ma nessuno risponde.

Da dentro, si sente gracchiare una radio.   Claire o Hilda saranno uscite per qualche commissione, pensa Albert, lasciando   l’apparecchio acceso per scoraggiare i ladruncoli.

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Fa per andarsene, ma quando   nota la vecchia Rambler parcheggiata sul retro, cambia idea e, trovando la   porta aperta, entra: le sorelle Straussman sono a terra, legate, imbavagliate;   morte. Sigillata la casa e raccolte le impronte, il detective Grayson non ci   mette molto a capire di trovarsi di fronte a una rapina finita male. Ci sono   segni di effrazione, mancano all’appello alcuni gioielli e i barattoli del   miele usati come salvadanaio sono in frantumi sul pavimento. Tuttavia, come   trovare il colpevole?

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