Parma-Colomba: storia di un brutto addio

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Parma-Colomba: storia di un brutto addio

D’accordo che il marito tradito è sempre l’ultimo a saperlo ma la vicenda del cambio di allenatore al Parma Calcio sta assumendo contorni kafkiani per non dire imbarazzanti. Dopo lo 0-5 subito sabato sera a Milano, ennesimo schiaffo ricevuto dai crociati contro le grandi nonché quinta partita consecutiva senza vittorie, la dirigenza emiliana sembrava già decisa a voltare pagina, rinforzata in tal senso da un colloquio con Colomba che di fatto ammetteva di aver perso il termometro della squadra. L’esonero è insomma dato per scontato da quasi quarantott’ore ma la comunicazione ufficiale tarda ad arrivare con inevitabili conseguenze mediatiche. All’incontro di Fiumicino tra arbitri, capitani ed allenatori, infatti, Colomba si è presentato tutto solo senza rappresentanti ufficiali della società. Non si poteva risolvere tutto in tempo, per evitare tale umiliazione ad un serio professionista? La situazione ricorda da vicino lo storico esonero subito da Gigi Simoni all’Inter nel novembre 1998 mentre il tecnico emiliano stava ricevendo la Panchina d’oro.

Ed il motivo di tutto questo è la difficoltà a reperire un sostituto all’altezza.

All’altezza di cosa, verrebbe da chiedersi, visto che sotto la gestione dell’imprenditore bresciano, che ha avuto comunque l’innegabile merito di strappare il club da un probabile fallimento, l’antico lignaggio è stato messo definitivamente nel libro dei ricordi tra una retrocessione e due salvezze soffertissime? Eppure la grandeur ducale non si spegne e l’erede di Colomba dovrà rispondere ad un grande nome. Alla fine il prescelto sarà Roberto Donadoni, che in questi minuti sta cercando di definire la soffertissima risoluzione contrattuale con il Cagliari (il tecnico è in causa con Cellino). Non si tratta propriamente di una prima scelta visti i reiterati rifiuti di Gigi Delneri ma l’ex allenatore del Cagliari arriva animato da propositi di riscatto. Per il momento Ghirardi non gli chiederà altro che una salvezza tranquilla (obiettivo più che praticabile soprattutto per demeriti altrui), per poi programmare un 2013 ambizioso.

Uno scenario visto troppe volte a Parma, e regolarmente tradito.

Intanto Colomba prepara i saluti: già nel ventre del Meazza l’allenatore toscano, ma bolognese d’adozione, aveva capito di essere giunto al capolinea, schiacciato dai risultati e da un feeling con la squadra ormai perso dopo la brillante operazione-salvezza della scorsa primavera. In altre parole l’abito tattico cucito addosso alla squadra, uno statico 4-4-2, e la controversa gestione di alcuni uomini hanno portato lo spogliatoio a frammentarsi, con i risultati che si sono visti. Sfiorato dall’idea di dimettersi Colomba non ha fatto il grande passo, attendendo rassegnato un verdetto già scritto nonostante le dichiarazioni ufficiali di Fiumicino volte a minimizzare. Quello di Colomba sarà il decimo esonero stagionale in Serie A. Di certo il più “sofferto”.

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