"Particolari rivelatori", Atelier Chagall, Milano - Notizie.it
“Particolari rivelatori”, Atelier Chagall, Milano
Milano

“Particolari rivelatori”, Atelier Chagall, Milano

Si inaugura sabato 6 Ottobre alle ore 18.00 all’Atelier Chagall di Milano, Alzaia Naviglio Grande 4, la mostra tematica collettiva intitolata “Particolari rivelatori”, a cura di Virgilio Patarini.

In mostra quadri, sculture e fotografie di Alessandro Baito, Fiorenzo Bordin, Ivano Boselli, Alberto De Bettin, Enza De Paolis, Giacinto Ferrero, Gaia Lanfranchi, Paolo Lo Giudice, Natalia Molchanova, Fabiano Speziari, Federica Vairani.

La mostra proseguirà fino al 18 ottobre 2012, dal mercoledì al sabato ore 15.00-19.00. Domenica ore 11.00-19.00. Lunedi e martedì chiuso. Ingresso libero.

Per informazioni contattare: 02-58109843

NOTA CRITICA DI PRESENTAZIONE:

Ogni elemento della realtà che ci circonda ha la sua forma, occupando uno spazio, ed entra in relazione con altri elementi a lui vicini. Ogni elemento ha inoltre un senso, occupando un ruolo, sia esso naturale o artificiale. Quando però ad osservare la realtà c’è l’occhio di un artista allora un elemento si può staccare dagli altri, balzare in primo piano, anche se non in maniera evidente, e quasi assurgendo a ruolo di simbolo gettare una nuova luce su tutto il mondo intorno a sé.

In questa mostra si raccolgono pittori e fotografi che presentano lavori in cui dei particolari vanno a suggerire nuove interpretazioni, non solo all’interno del loro lavoro, ma in senso molto lato all’esterno dell’opera, dell’Atelier Chagall che li ospita, verso tutto il nostro mondo.

Una goccia di Boselli, un riflesso della De Paolis, un labirinto di Ferrero, un corpo della Lanfranchi, un piede di Baito, tutto ciò può rimandare alla vita spirituale dell’Inconscio e del sistema dei nostri valori. La linea di un corpo della Molchanova può essere una riflessione su tutto il mondo dei sensi. Una mano della Vairani sul mondo delle capacità umane di creare. I giochi creatori di De Bettin, Lo Giudice e Speziari fanno riferimento alla gioia infinita del gioco. Infine Bordin e le sue foto in spazi espositivi, in cui la presenza umana, quasi un dettaglio minore, riesce ad assumere ruolo di protagonista come elemento principe perché il messaggio artistico abbia luogo.

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