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Parto naturale gemellare

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Parto naturale gemellare

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Nell’ultimo biennio, i parti gemellari sono raddoppiati rispetto agli anni ’90: una media di 9.000 parti gemellari l’anno pari all’1,6% sul totale dei parti. Perché sono aumentati i parti gemellari? Le cause sono ascrivibili alla fecondazione assistita che incrementa questa probabilità, ma anche all’età della donna: la frequenza di questi parti aumenta nelle donne di età compresa tra i 37 e i 40 anni.

Solitamente, una gravidanza gemellare comporta la decisione di un cesareo programmato, ma non sono escluse le possibilità di un parto naturale, purché si riscontrino determinate condizioni favorevoli, quali:

  • I gemelli sono bicoriali e bi amniotici;
  • La gravidanza è trascorsa serena e non è a rischio;
  • La crescita dei neonati è regolare;
  • Almeno uno dei due feti è in posizione cefalica.

Il parto naturale gemellare viene, comunque, indotto intorno alla 37° settimana di gestazione. La durata del travaglio è identica a quella di un parto singolo, la fase espulsiva potrebbe risultare facilitata perché in genere i gemelli sono più piccoli degli altri neonati.

Tra la nascita del primo e quello del secondo trascorrono pochi minuti, raramente si supera la mezz’ora e in ogni caso, le ostetriche provocano le contrazioni con la somministrazione di ossitocina, per indurre il parto. Non è esclusa la possibilità di intervenire con un cesareo per l’espulsione del secondo.

Nel caso di gravidanze gemellari in cui si opta per il parto naturale è opportuno rivolgersi a strutture specializzate che siano in grado di gestire le emergenze, un ospedale neonatale o di terzo livello dotato di un’unità operativa di ostetricia e ginecologia e di terapia intensiva per adulti e terapia intensiva neonatale, per la gestione di eventuali complicanze.

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