Pasolini, novant’anni dalla sua nascita COMMENTA  

Pasolini, novant’anni dalla sua nascita COMMENTA  

Oggi il grande regista-scrittore avrebbe compiuto novant’anni. Nato a Bologna il 5 marzo 1922, Pier Paolo Pasolini, fu un intellettuale sofferto, ferocemente e dolorosamente ripiegato in un pessimismo assoluto nei confronti della realtà violentemente degradata. Muore assassinato in circostanze oscure tra il I° e il 2 novembre 1975. All’alba del 2 novembre viene trovato ucciso in uno spiazzo polveroso, all’Idroscalo di Ostia, e per una raccapricciante fatalità, proprio nella periferia suburbana di alcune sue opere.


Autore delle più svariate esperienze, dalla poesia alla narrativa, dalla critica al cinema e al teatro, fra le sue opere ricordiamo Ragazzi di vita, Le ceneri di Gramsci, Una vita violenta.


Pasolini è stato un simbolo della società italiana e dei suoi cambiamenti. La sua biografia,  scritta da Nico Naldini, che ne fu il cugino, mescola, con lucida sobrietà, ricordi personali e ricostruzione documentata, spirito analitico e commozione; e ne disegna un ritratto volutamente essenziale.

Riemergono così, da un passato ancora tanto vivo, le estati friulane dell’infanzia, il rapporto con la madre e l’indomabile vocazione pedagogica, l’amore per la semplicità dei contadini e la «competenza in umiltà ». E poi, subito dopo, le prime tensioni politiche, la scelta militante del comunismo e la sofferenza per la morte del fratello Guido, nella strage di Porzus.

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E quindi, nella piena maturità artistica, la scoperta di Roma e delle sue periferie, la capacità tutta pasoliniana di entrare in contatto con il mondo dei «miseri» e delle borgate. Fino a quella terribile morte violenta, che in troppi hanno voluto circondare di mistero.

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