Paura di volare

Salute

Paura di volare

Alcune persone hanno una vera e propria fobia nel prendere un areo, specialmente se in passato hanno avuto esperienze di voli turbolenti. Sentirsi come “bloccati in un tubo di metallo”, con centinaia di persone e sapere che alla guida dell’ aereo c’è qualcuno che non avete mai incontrato prima. Queste paure sono normali.

Cos’è la paura di volare?

E’ una fobia. La fobia si verifica quando una paura è sproporzionata rispetto alle circostanze e in assenza di un reale pericolo. Richard Conway, direttore del programma Virgin Atlantic’s Flying Without Fear, indica tre stadi di paure: paura della paura stessa, claustrofobia (paura dei luoghi chiusi) e paura di perdere il controllo. Anche i bambini possono avere paura di volare.

Quali sono le cause?

Generalmente alcune persone sono più ansiose di altre. Ma un singolo caso di volo turbolento può causare l’innesco della paura. La paura può peggiorare nel singolo individuo quando attraverso i mass media egli viene a conoscenza di disastri aerei o attacchi tetrroristici.

Quali sono i sintomi?

Ansia al solo pensiero di mettersi in volo, particolare tensione nervosa anche parecchi giorni prima di prendere un aereo. La paura di avere attacchi di panico causa anche sintomi di nervosismo. I battiti possono essere più accelerati, il respiro aumenta perchè ci si sente mancare, difficoltà nel deglutire, dolore al petto, diarrea, secchezza delle fauci.

Cosa si può fare per smettere di avere paura?

Secondo Conway la conoscenza è potere. Sapere come è fatto un areo può aiutare ad alleviare la paura; le probabilità di rottura di un ingegno sono una su un milione, ed è praticamente impossibile che accada perchè ogni motore ha una sorta di riserva. Una delle terapie più in uso è l’ipnosi terapia. Un buon consiglio è che all’arrivo in aereoporto vi sediate comodi, mangiate qualcosa di gustoso, ascoltiate un po di musica rilassante che vi piaccia. Va anche bene se consumate una bevanda alcolica prima di partire. Piccoli tranquillanti possono essere d’aiuto ma non sono efficaci nei casi peggiori e comunque inducono al sonno.

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