Pdl, Berlusconi chiede un passo indietro agli inquisiti, ma Cosentino non molla: «Finirei in carcere» COMMENTA  

Pdl, Berlusconi chiede un passo indietro agli inquisiti, ma Cosentino non molla: «Finirei in carcere» COMMENTA  

Fuori condannati ed inquisiti, anche se sono persone di fiducia. Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi ai microfoni di SkyTg24, commentando la richiesta di rinnovamento e repulisti degli “impresentabili”che sta animando negli ultimi giorni il Popolo della Libertà. Un nome su tutti, Nicola Cosentino (nella foto).

«Abbiamo chiesto anche a Cosentino di fare lo stesso atto di generosità anche se a fare queste richieste ci sentiamo male perché sono fatte a persone che stimiamo che sono perseguitate dai giudici. Ancora non posso dire se è fuori. La sua posizione è ancora sub judice». Ad essere tagliati sono nomi eccellenti, seguaci e collaboratori del Cavaliere da sempre: «Dell’Utri e Scajola, probabilmente anche Milanese e Papa».


Il caso spinoso, però, resta Nicola Cosentino, candidato al Senato in Campania. L’ex sottosegretario all’Economia ha già fatto sapere che non si farà da parte, come del resto ha fatto Alfonso Papa: «Non intendo ritirare la mia candidatura». A difendere a spada tratta Cosentino c’è Denis Verdini.


Ciò che spinge l’ex sottosegretario a non ritirare la sua candidatura al Senato è il timore, se non quasi la certezza, di finire in carcere a seguito delle accuse per concorso in associazione camorristica, corruzione e reimpiego di capitali illeciti aggravati, per le quali al momento è imputato in due processi. Un anno fa la magistratura ne aveva richiesto l’arresto, ma la Camera aveva votato contro.


A confermare la linea di pensiero di Cosentino è il suo stesso appello a Berlusconi, riportato da La Stampa: «Io sono un simbolo della malagiustizia e proprio tu, presidente, non puoi cedere al giustizialismo.

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Io finirei in carcere».

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