Pechino 2015, Bolt ancora re dei 100 metri

News

Pechino 2015, Bolt ancora re dei 100 metri

Ai blocchi di partenza, per la prima volta, Usain Bolt si è presentato senza il favore del pronostico.

Non ha rinunciato al siparietto, nascondendosi la faccia fra le mani quando lo speaker annunciava il suo nome, per poi mostrare il viso, strizzare l’occhio, fissare la telecamera con l’aria di chi sta tramando di fare chissà quale scherzo.

Poco più in là, Justin Gatlin, tesissimo, che al pubblico fa vedere muscoli e ormoni, ma non ha capito la cosa più importante, e cioè che Bolt, lo scherzo, lo sta preparando per davvero e il destinatario è proprio lui, il povero Justin.

Allo sparo, Usain Bolt fa la miglior partenza in carriera e va dritto come una pallottola fino al traguardo, con un ottimo, ma non irresistibile, 9 e 79.

Poco più in là, Gatlin parte male e si irrigidisce un passo dopo l’altro. Però è in forma, molto più in forma di Bolt e, quando arriva in fondo, ha solo un centesimo di ritardo dal giamaicano.

Un tempo non per gli umani, la centesima parte di un respiro che è la quantificazione di quel piccolo vantaggio che Bolt mantiene sulla linea del traguardo.

Ma, nei 100 metri, è più che sufficiente quel centesimo di secondo per rimanere sul trono dell’uomo più veloce del mondo, sempre lui, sempre Usain Bolt che, alla fine, si distende ancora una volta nella sua posa più famosa, quella del trionfatore.

Leggi anche