Pensione anticipata 2016, Boeri: ‘Dobbiamo convincere l’Ue’ COMMENTA  

Pensione anticipata 2016, Boeri: ‘Dobbiamo convincere l’Ue’ COMMENTA  

Proposta pensione Boeri
Proposta pensione Boeri

Il piano Boeri per la pensione anticipata: tutte le possibilità e  gli ostacoli

Le ultime novità importanti sono state riferite dal numero uno dell’Inps, intervenuto al ‘Dies Academicus’ dell’Università Cattolica di Piacenza nella giornata di domenica 22 febbraio.

LA PROPOSTA IN TRE PUNTI – E’ da un anno che l’economista Tito Boeri è presidente dell’Inps e ha fatto della riforma delle pensioni il suo cavallo di battaglia. Il suo piano, già esposto a novembre ma ritornato prepotentemente di moda in questi giorni con importanti dichiarazioni, prevede, tra le altre cose, un reddito minimo per le persone con più di 55 anni rimaste senza impiego, un taglio per le pensioni retributive sopra i 3.500 euro e la possibilità di andare in pensione in anticipo rinunciando a una parte della propria pensione. Di base sono due proposte finanziabili con una terza: un reddito di cittadinanza minimo per gli over 55 con determinati requisiti, l’uscita anticipata dal lavoro a 63 anni , il tutto finanziabile con un ritocco al ribasso delle pensioni superiori a 3500 euro

I CONTRASTI E LA CONTRORISPOSTA – Poletti, attuale ministro del lavoro, e Renzi si sono detti assolutamente in disaccordo con la proposta dell’economista. Il nostro premier ha anche, in una intervista rilasciata appositamente, diminuito le cifre del possibile prelievo, dicendo che non intende toccare le pensioni inferiori a 2000 euro. E in ballo ci sarebbe anche l’Europa, che in realtà potrebbe finanziare queste modifiche con un intervento sul patto di stabilità, secondo Boeri assolutamente fattibile perchè le pensioni in Italia sono già oggi sostenibili a livello di costo.

Intervenuto, come detto, a Piacenza, Boeri sulla pensione anticipata ha rilasciato parole molto chiare:

La flessibilità in uscita è possibile già con l’attuale sistema previdenziale e nel medio-lungo periodo gli importi più leggeri graverebbero meno per le casse dello Stato. Inoltre nella proposta dell’Inps per la riforma del sistema previdenziale non c’era niente sulle pensioni di reversibilità. Per due ragioni: non c’è un problema di sostenibilità dato che nel calcolo dell’importo è già in conto la speranza di vita del superstite, e perché è già stata fatta la riforma legata alla situazione reddituale del superstite.

Basterà questo per convincere Renzi ed Europa.

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