Pensioni: uscita anticipata con penalizzazioni COMMENTA  

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Riforma pensioni: confermato l’anticipo del prestito pensionistico per i nati dal ’51 al ’55

Ieri è stata esposta dal ministro del lavoro Poletti ai sindacati una nuova riforma sul piano delle pensioni: l’Ape, anticipo pensionistico. Questa nuova soluzione prevede la possibilità per i nati tra il ’51 e il ’55 di andare in pensione anticipatamente fino a 3 anni prima della normale età di ritiro dal lavoro, con la modalità del prestito pensionistico: un prestito attuato dalle banche, da restituire in rate spalmate su 20 anni.


Nonostante ci sia la possibilità che la pensione piena potenziale subisca una diminuzione del 15%, per coloro che hanno situazioni disagiate, avendo per esempio subito un lungo periodo di disoccupazione, la penalizzazione sarà invece minima o addirittura inesistente.


Le detrazioni fiscali saranno più alte o più basse in base a reddito e categoria del lavoratore serviranno quindi a mantenere sotto controllo l’effetto dell’assegno anticipato.


La pensione quindi ammonterà alla quota raggiunta al momento della richiesta di anticipo, non si conteranno i 3 anni mancanti di contributi, invece a seconda dell’età di vecchiaia si sceglierà il coefficiente di trasformazione.

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I beneficiari sono previsti essere tra i trentamila e quarantamila all’anno, poiché in molti lavoratori potrebbero decidere di continuare a lavorare fino a raggiungere l’anzianità.

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