Perché i classici della letteratura sono spesso definiti eterni COMMENTA  

Perché i classici della letteratura sono spesso definiti eterni COMMENTA  

I classici della letteratura ( a differenza della letteratura classica antica) sono spesso definiti in termini di qualità, eccellenza ed eternità. Cosa è l’eternità e perché è un criterio per i classici della letteratura?

L’eternità si riferisce ad una qualità senza età, indipendente dal tempo, che è eterna. Nel mondo della letteratura, questa qualità significa che l’opera sarà sempre adeguata al tipo di pubblico. Come disse Ezra Pound, “La letteratura è una notizia che rimane nuova”. A differenza di un giornale, un classico della letteratura può essere ripreso 100, 200 o anche 1000 anni dopo esser stato scritto e risultare ancora piacevole e di rilevanza per i suoi lettori.

Le opere che raggiungono questo criterio contengono conflitti, temi, personaggi e trame che sono indipendenti dal tempo. Per esempio, anche se l’Edipo Re si svolge a Tebe migliaia di anni fa, la commedia colpisce ancora i lettori con i suoi conflitti ed i suoi temi. I lettori rimangono colpiti perché il cuore della commedia è un uomo, ed un re, che sta cercando di salvare il suo regno. Egli vuole capire cosa c’è di sbagliato ma, come ognuno di noi, quando è di fronte alla verità, non vuole ascoltarla. Vederlo cadere così è doloroso per il pubblico di adesso, così come lo è stato per il pubblico che l’aveva visto migliaia di anni fa. La traccia supplementare di questo lavoro è il fatto che Sigmund Freud ha usato il suo titolo per una parte della sua teoria psicoanalitica nell’era moderna (migliaia di anni dopo). Questo illustra la “capacità di resistenza” dei classici della letteratura.

Le opere senza tempo spesso contengono alcuni elementi tematici che includono amore, morte, spiritualità, dolore, lotta finanziaria, famiglia e molti altri. Questi temi contribuiscono alla continua pertinenza della letteratura perché essi sono completamente indipendenti dall’ambientazione. Questi temi sono presenti ne “Il grande Gatsby”. Tutte queste opere sono classici senza tempo che sono letti con piacere da ogni nuova generazione.

Un altro principio dell’eternità è che permette all’opera di crescere con il lettore. Questo significa che uno può leggere “Furore” quando è uno studente della scuola superiore ed identificarsi con i personaggi più giovani, ma rileggendolo da adulto potrà identificarsi, invece, con Ma e Pa Joad. Questi testi, rileggendoli, cambiano e crescono con il lettore. Questo li rende eterni perché sono continuamente pertinenti al loro pubblico. Per alcuni lettori, queste opere sono come un amico, il quale è sempre presente.

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Comunque, non tutte le opere che sono eterne sono dei classici. la qualità e l’eccellenza della scrittura sono altri prerequisiti che permettono ad un’opera di essere considerata un classico. Per esempio, “Harry Potter” molto probabilmente sarà considerato un classico (se non lo è già), mentre “Twilight” e “50 sfumature di grigio” probabilmente non lo saranno. Queste sono distinzioni importanti per far capire perché qualcosa è considerato un classico ed altre opere no.

Mentre non tutte le opere che sono eterne sono dei classici, tutti i classici sono eterni. Queste sono opere eterne perché contengono temi che fanno sempre parte della condizione umana. Ezra Pound aveva ragione: “La letteratura è una notizia che rimane nuova”.

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