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Perché Pil Italia non cresce

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Perché Pil Italia non cresce

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Il Pil, cioè prodotto interno lordo, è un valore che rappresenta i beni prodotti e i servizi offerti in un dato Paese su base annua. Semplificando quindi si può dire che il Pil sia indicativo del benessere economico di una nazione. Nel caso dell’Italia, il Pil non è in crescita nemmeno nel 2014, mentre cresce nel resto d’Europa. Anzi, rispetto all’autunno 2013 nel nostro Paese c’è un lieve peggioramento. Perché? In altri Paesi la formula che prevede sacrifici accompagnati da riforme e investimenti europei ha funzionato. In Italia le cosiddette misure “lacrime e sangue” ci sono state e sono servite per ridurre la spesa pubblica e quindi il debito, far scendere lo spread e mostrare all’UE di poter essere disciplinati. Stretti nella morsa delle tasse però i datori di lavoro non assumono e i lavoratori non consumano, cercando di risparmiare. I nostri governi non hanno accettato aiuti economici dall’UE, dicendo di potercela fare da soli.

Ad ogni modo il 2011 è l’ultimo anno in cui il Pil dell’Italia mostrava segni di crescita. Negli ultimi tre anni però sono mancate tre cose fondamentali: le riforme strutturali, la riduzione della pressione fiscale e la lotta all’evasione e all’illegalità. Si è perso molto tempo, per esempio, per riscrivere la legge elettorale, che non è una riforma “produttiva” per il Paese (e che ad oggi non è ancora stata approvata). Il Jobs Act è stato approvato a dicembre e quindi occorrerà aspettare almeno un anno per riscontrare eventuali effetti positivi. Il presidente della commissione europea Jean Claude Junker, ha di recente ammonito il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi sul fatto che non bisogna abbandonare la lotta all’evasione fiscale. Nel 2015, anno in cui ci sarà l’EXPO a Milano, occorrerà proseguire sulla strada delle riforme, ma sarà importante anche ridurre la pressione fiscale e combattere evasione e corruzione per cercare di ripartire.

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