Perché si sbadiglia? COMMENTA  

Perché si sbadiglia? COMMENTA  

Capita a tutti e quasi mai ci chiediamo perché sbadigliamo. Lo sbadiglio è una reazione naturale, che nasce nel cervello già nei primi giorni di vita di un neonato. I piccoli sbadigliano prima o dopo il sonno e la pappa, perché questa è la manifestazione esteriore della interocezione, cioè quel processo per il quale alcuni sensori interni “ascoltano” ciò che succede nel corpo e mandano messaggi al cervello attraverso i neurotrasmettitori.


Quando si ha sonno il cervello dà l’impulso ai nuclei vegetativi e a quelli responsabili del movimento di quasi tutti i muscoli della testa, e questo si traduce in uno sbadiglio. Se si fa attenzione ci si accorge che è sufficiente vedere, sentire e talvolta semplicemente pensare ad uno sbadiglio per ripeterlo in maniera automatica. Infatti secondo le statistiche la contagiosità è del 50%. Come mai?

Si tratta di un meccanismo che si innesca quando si vede compiere un’azione da altri e si attivano i neuroni “a specchio”, che ci fanno ripetere il gesto per una sorta di empatia. Quindi è come se il corpo volesse mettersi nei panni dell’altro per capirlo meglio, condividere azioni e sintonizzarsi con lui. Con lo sbadiglio il corpo lancia un avvertimento. L’intestino viene spesso chiamato il nostro “secondo cervello”, per via delle sue molteplici funzioni, ma anche perché al suo interno si colloca il sistema nervoso enterico, una rete formata da circa 100 milioni di neuroni.


Ecco perché, quando si ingerisce una quantità eccessiva di cibo, si attivano i sensori dei visceri che generano lo sbadiglio. In questo modo è come se il corpo ci avvertisse, dicendoci: “Stai attento, hai mangiato troppo: devi fermarti”.


Un tempo si credeva che sbadigliare servisse a portare più ossigeno al cervello, a raffreddarlo, a migliorare la respirazione mediante lo stretching muscolare o a rimanere svegli e attenti quando cala la vigilanza. In realtà, le cause per le quali si sbadiglia non sono ancora note, ma queste prime ipotesi sono state scartate dalla maggior parte degli studiosi. Infatti, sembra che lo sbadiglio invece di aumentare la quantità di ossigeno introdotta nei polmoni la riduca in modo sensibile.

L'articolo prosegue subito dopo


Attualmente la tesi più avvalorata è che all’origine dello sbadiglio ci sia la necessità dell’organismo di comunicare gli stati d’animo in un modo non verbale, più o meno come succede quando si piange o si ride. Sbadigliare è normale e non deve preoccupare. Infatti, si tratta di un atto riflesso costituito da una profonda inalazione e da una successiva espirazione, che può essere ripetuta anche decine di volte al giorno, senza che ciò costituisca un problema.

E’ un’azione che appartiene a tutti gli uomini, ma che si ritrova anche negli animali. Anzi, di solito sono proprio le persone che soffrono di alcune malattie a non sbadigliare mai, come per esempio coloro che sono malati di Parkinson, gli autistici o gli schizofrenici. Pensate, lo sbadiglio è stato osservato già nel feto dopo la ventesima settimana!

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*