Pescara in Serie A dopo diciannove anni

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Pescara in Serie A dopo diciannove anni

Festeggiare in casa è bello, farlo il prima possibile è meglio. Poche ore dopo la festa del Torino arriva anche la seconda promozione diretta in Serie A con una giornata d’anticipo: a tagliare il traguardo è il Pescara che sbanca per 3-0 il campo della Sampdoria toccando quota 80 punti ed anticipando così la festa prevista per sabato prossimo in casa contro la Nocerina. I biancoazzurri diventano così imprendibili per Verona e Sassuolo che pur distanti di appena tre lunghezze sono in svantaggio negli scontri diretti rispetto agli adriatici che tornano nel grande calcio dopo diciannove anni di assenza. Il Pescara ha così conquistato la quinta promozione in A della sua storia dopo quelle del 1977, ’79, ’87 e ’92 e si appresta a disputare il sesto torneo di massima serie: l’ultima volta tra i grandi fu nel 1993. Nulla da fare per la Sampdoria: i blucerchiati, scesi in campo già sicuri di partecipare ai playoff, si sono arresi davanti ai gol di Caprari al 19’ e del solito Immobile che dieci minuti dopo ha approfittato di un clamoroso errore “alla Buffon” del portiere Romero.

Sbagliato un rigore con Pozzi in chiusura di tempo la Samp è parsa con la testa agli spareggi così il Pescara non ha faticato a controllare la partita continuando a pungere di rimessa per tutta la ripresa fino al tris di Caprari, autore di un super-gol e forse futuro campioncino che Zeman si appresta a forgiare. Verdetto più che legittimo quindi per Toro e Pescara, le due squadre più continue nell’arco del lunghissimo torneo cadetto eppure emblemi di come ottenere lo stesso risultati in modi opposti.

Se la squadra di Ventura è il trionfo del collettivo con diciotto giocatori diversi a segno e la miglior difesa del torneo, il Pescara di Zeman si è rivelato un’autentica macchina sforna-spettacolo, e sforna-record. Perché con 89 gol realizzati i biancoazzurri hanno stabilito il nuovo primato per la categoria portando però a segno solo tredici giocatori diversi e ben 62 reti portano la firma del tridente Insigne-Sansovini-Immobile, capocannoniere con ventotto centri.

Ma anche il numero dei gol subiti, ben 55, rappresenta la cifra più alta mai toccata da una squadra capace comunque di centrare la promozione. Numeri paradossali, numeri da Zeman che diventa il primo allenatore della storia del calcio italiano capace di vincere un campionato di Serie B per due volte a distanza di ventuno anni: ci riuscì a Foggia nel 1991 ed oggi ha ripetuto l’impresa, con la stessa costruttiva visione del calcio e la stessa capacità di far divertire i propri tifosi. Una vera e propria impresa, insomma, legittimata sul campo ma impensabile in estate quando la società, che solo tre anni fa era alle prese con il fallimento, aveva scommesso su Zeman per provare a stupire.

Missione compiuta perché il Pescara è stata la squadra più bella vista in Serie B negli ultimi vent’anni, prodotto sublimato dell’idea di calcio del tecnico boemo: giocate offensive spettacolari tra tagli, inserimenti e gol spettacolari ma pure una fase difensiva meno spericolata del consueto.

L’Adriatico è stato quasi sempre pieno e festante davanti allo spettacolo delle giocate zemaniane ed alle aperture geniali del talentino di casa Marco Verratti. Ma l’imminente partenza del regista, direzione Juventus, apre i primi interrogativi sul futuro. Dopo la grande festa prevista per sabato prossimo per l’ultima gara contro la Nocerina la società dovrà cominciare a pensare al futuro: scontato anche l’addio di Insigne, si proverà a mantenere il prestito di Immobile ma è ancora in dubbio la conferma di Zeman, il vero artefice del miracolo, così come del ds Delli Carri. La passione della città merita che quello chiamato Serie A sia un sogno duraturo, compatibilmente con i mezzi della società, e non una toccata e fuga. La missione è già scritta: mantenere la categoria, impresa riuscita solo alla squadra di Galeone nel 1987 ma mai ripetuta per due anni consecutivi. Ma comunque vada le emozioni vissute quest’anno e quelle che verranno nelle prossime ore rimarranno indimenticabili.

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