Pessimo il futuro dell’uomo secondo Stephen Hawking

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Pessimo il futuro dell’uomo secondo Stephen Hawking

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Inquinamento, sovrappopolazione, intelligenza artificiale i problemi principali secondo Stephen Hawking, che si dice preoccupato per il futuro dell’uomo.

Stephen Hawking e le sue previsioni per il futuro: l’intelligenza artificiale potrebbe segnare la nostra fine.

Priorità ad armi e intelligenza artificiale, non a progetti benefici

Lo scienziato che, fra le altre cose, è stato autore del bestseller “Dal big bang ai buchi neri” è intervenuto alla trasmissione Larry King Now parlando del futuro dell’uomo. L’astrofisico ha fatto notare come la ricerca nel campo delle armi possa sempre contare su enormi fondi, mentre “i finanziamenti per progetti benefici” “sembrano avere priorità minore”.

Sempre più avidi e stupidi, l’intelligenza artificiale potrebbe distruggerci

Nel complesso, Hawking si è mostrato molto pessimista sul futuro dell’uomo. “Già anni fa” ha dichiarato “mi preoccupavo per l’inquinamento e la sovrappopolazione e da allora le cose sono molto peggiorate”. “Di sicuro non siamo diventati meno avidi o meno stupidi” ha aggiunto riferendosi in generale agli uomini, “sembra che i governi di tutto il mondo siano sempre più impegnati in una corsa agli armamenti”, mentre “i finanziamenti per progetti benefici per la razza umana, come il miglioramento degli strumenti di diagnostica medica, sembrano avere priorità minore”.

Hawking ha fatto in particolare riferimento all’utilizzo degli “strumenti dell’intelligenza artificiale” per progettare “aerei e armi con tecnologie intelligenti”.

Lo scienziato ha dichiarato di essere certo che “la crescita esponenziale” in questo settore “non continuerà ad accelerare”. “Qualcosa che non siamo in grado di predire la interromperà”, “e tra l’altro non penso che i progressi nel campo dell’intelligenza artificiale saranno necessariamente benigni: una volta che le macchine saranno in grado di migliorare se stesse da sole, non possiamo predire se i loro obiettivi saranno gli stessi dei nostri”.

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