Piacenza: fallimento inevitabile. Parte la corsa contro il tempo COMMENTA  

Piacenza: fallimento inevitabile. Parte la corsa contro il tempo COMMENTA  

La decisione è arrivata, il fallimento ufficiale la seguirà a breve: ora partirà la corsa contro il tempo per evitare la sparizione dal calcio professionistico. Ma per i nostalgici la malinconia è inevitabile: dopo 93 anni di gloriosa storia il Piacenza Calcio sta per fallire. Questa l’inevitabile decisione dell’Amministratore Unico della società, Fabrizio Garilli, che nella terza e decisiva udienza di mercoledì ha dovuto gettare la spugna dichiarando di “non potersi opporre al fallimento” presentato dal pm Antonio Colonna, assediato com’è da creditori (comprese due società di autotrasporto presenti all’udienza) e senza alcun aiuto esterno. Accompagnato da tre avvocati, Garilli non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali all’uscita limitandosi a diffondere un comunicato non privo di accuse all’imprenditoria locale che si è disinteressato delle sorti del Piace:

Neppure il rinnovamento societario con l’abbattimento dei costi del personale, la cessione di giocatori con contratti onerosi, la sostituzione del socio Italiana Srl e la pazienza dei fornitori sono stati in grado di stimolare l’intervento finanziario di terzi, indispensabile per garantire un futuro al Piacenza calcio – ha scritto Garilli. Nessun imprenditore si è reso anche solo disponibile ad esaminare l’ipotesi di supportare il piano di rilancio della società sotto la vigilanza del Tribunale pertanto, preso atto della situazione, non potendo fare altri sforzi economici, ho optato per la scelta di non oppormi alle istanze di fallimento offrendo la piena collaborazione a chi mi sostituirà“.

Il passo successivo del Giudice del tribunale Maurizio Boselli sarà quello di decretare ufficialmente il fallimento entro tre giorni per poi nominare un curatore fallimentare che permetterà di portare a termine la presente stagione in cui, sul campo, la squadra di Monaco sta guadagnandosi una salvezza miracolosa, che potrebbe però rivelarsi inutile. Si chiude quindi dopo sei mesi di inutili tentativi l’agonia del club biancorosso, avviata dalla retrocessione in Prima Divisione dopo vent’anni ininterrotti tra A e B: dal comunicato con cui Garilli all’indomani del playout perso contro l’Albinoleffe annunciava il suo disimpegno si sono succedute una serie di deprimenti manovre attorno al vecchio Piace, in particolare l’avvento dell’Italiana Srl, società rivelatasi poi fantasma ma protagonista della mazzata finale verso una società cui non è bastato neppure il ritorno di Garilli e l’aumento di capitale dello scorso gennaio.


Ma prima di far partire i titoli di coda verso una società simbolo della sana gestione italiana degli anni ’90, una società capace di ottenere quattro brillanti salvezze consecutive in Serie A con una squadra priva di stranieri, la società che ha lanciato nel grande calcio tra gli altri Pippo Inzaghi ed Alberto Gilardino, è giusto attendere: entro il 30 giugno, infatti, potranno subentrare nuovi acquirenti chiamati a rilevare la società senza debiti per salvare il titolo sportivo.

In caso contrario, sarà sparizione. E, se andrà bene, Serie D.

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