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Piano europeo per una nuova imprenditorialità
Economia

Piano europeo per una nuova imprenditorialità

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Piano Europeo a favore dello sviluppo di nuove imprese per rimediare alla scarsa competitività.

Il declino economico dell’Europa è dovuto ad una perdita di dinamismo imprenditoriale. Per ovviare a questa situazione, il 9 gennaio scorso il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani ha varato il piano denominato “Imprenditoria 2020”, che si pone l’obiettivo di creare una nuova generazione di imprenditori per quella data, soprattutto nel campo della piccola e media impresa.

Il piano si inserisce all’interno di una serie di sforzi dell’Unione Europea per invertire la dinamica della crisi in atto e rilanciare la crescita e l’occupazione, specialmente all’interno delle due fasce critiche dei giovani e delle donne. Questo si ottiene facendo diventare una prospettiva attraente quella di diventare imprenditori, rendendo la professione accessibile e supportata dalle istituzioni.

Per far questo il piano prevede una serie di iniziative concrete in sei ambiti chiave. Il primo si rivolge all’ambito finanziario: si vuole creare un mercato europeo del microcredito e semplificare la fiscalità in modo da attirare nelle imprese finanziamenti diretti privati.

Il secondo riguarda il tutoraggio delle imprese in partenza, tramite la formazione manageriale, la ricerca e sviluppo e la formazione di reti aziendali comprendenti clienti e fornitori. Nel terzo si prevede un sostegno per le start up fondate online. Il quarto ambito è relativo ad una semplificazione nel trasferimento delle imprese, il quinto vuole dare una seconda opportunità ad imprenditori falliti, spostando l’attenzione dalla liquidazione al superamento di difficoltà finanziarie. Infine da un punto di vista burocratico, si va verso una semplificazione amministrativa.

L’action plan 2013-2015 per la prima volta equipara i liberi professionisti alle piccole e medie imprese, esso è gestito dalla Direzione Generale per le imprese e l’industria della Commissione europea e può potenzialmente portare a 4 milioni di nuovi posti di lavoro in tutta l’Unione Europea. Si tratta complessivamente di un’ampia iniziativa che va nella direzione giusta, ora non resta che aspettare l’attuazione pratica ed i risultati che dovrebbero arrivare.

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