Sandro Piccinini: frasi famose

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Sandro Piccinini: frasi famose

Ecco alcune delle frasi storiche pronunciate da Sandro Piccinini, storico giornalista sportivo di Mediaset.

Sandro Piccinini è lo storico telecronista di Mediaset, ormai da decenni voce storica dei grandi eventi calcistici trasmetti sulle reti del Biscione. Ha iniziato la sua carriera come telecronista calcistico nel lontano 1978 nella tv romana Tvr Vockson. E’ un figlio d’arte, il padre ha miltato in serie A nelle file di Juventus, Milan e Roma ed ha giocato anche nella nazionale italiana nel dopoguerra.

Nel 1982, Piccinini, lavora anche per la Sacis (Rai) con il compito di commentare i mondiali di calcio del 1982 che si giocarono in Spagna e che videro trionfare la nazionale di Bearzot. Il debutto in Mediaset avviene nell’anno 1984 commentando i match internazionali che venivano trasmessi nella tv di Berlusconi per la trasmissione Calcio Spettacolo. Una delle storiche trasmissioni che ha condotto e che ha riscosso grande successo è stata Guida al Campionato, in onda la domenica ad ora di pranzo e mirata a presentare le gare del campionato con interviste e servizi.

Insieme al compianto Maurizio Mosca, giornalista istrionico, Sandro Piccinini andrà a comporre una delle coppie più amate dagli appassionati di calcio.

Ha commentato lui la prima sfida della nazionale contro l’Ungheria trasmessa in un canale diverso dalla Rai (venne trasmessa da Canale 5). E’ stato anche il conduttore storico di Controcampo, la ‘Domenica Sportiva’ di Canale 5 che per anni è stata la controprogrammazione delle reti Mediaset alla storica trasmissione sportiva della domenica sera della Rai. I suoi epiteti come ‘Pericolo’, ‘Non va’, ‘Incredibile’ accompagnano costantemente le sue telecronache.

Sul web gira anche una famosa gaffe quando commentò una azione di un attaccante bulgaro dal cognome singolare: ‘C’è spazio per la penetrazione di Penev…‘. Una frase che suscitò ilarità e che venne ripresa da diverse trasmissioni satiriche. Spesso i telecronisti diventano famosi soprattutto per il modo con il quale raccontano la partita. Mitica la sua ‘sciabolata morbida‘ che identifica i tiri dalla distanza assai precisi.

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