Piccola enciclopedia: Il Rafano COMMENTA  

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L’ Armoracia Rusticana, più comunemente conosciuta come rafano, è l’erba che ti morde. E’ quel “morso” che ha tenuto questa erba pungente dal diffuso utilizzo come condimento negli ultimi 200 – 300 anni. Il suo uso medicinale, tuttavia, risale almeno al tempo dell’Impero romano, e fu una delle cinque erbe amare che gli ebrei mangiarono durante la festa di Pasqua.


Il rafano è un membro della famiglia della senape, ed è una pianta perenne con numerose foglie lunghe che partono dalla base fino ad arrivare a foglie più piccole in alto da cui vediamo spuntare il tipico fiore a quattro petali bianco.

Una lunga radice affusolata supporta il gambo e le foglie, lunghezza che può richiedere fino a due anni per raggiungere la sua altezza. E’ questa radice che utilizziamo. Il rafano è generalmente considerato sterile, ma a volte produce semi che produrranno altre piante. La pianta fiorisce in piena estate ed è originaria dell’Europa orientale e dell’Asia occidentale, anche se ora è diffusa la coltivazione anche nel Nord America.

Gli usi medicinali del rafano sono molti e con ogni probabilità per più di mille anni. La principale sostanza chimica attiva è l’ allyliso tiocianato, che è l’olio di senape elevato in zolfo e potassio. Il rafano contiene anche sodio, calcio, fosforo, ferro, magnesio, rame, vitamine A, C ed E, ed il complesso B in misura minore.


Considerato uno dei migliori diuretici tra le erbe naturali, esso è usato per trattare molte condizioni mediche in cui è coinvolta la ritenzione di liquidi, come i disturbi renali e la gotta. Il fattore di calore, cioè il suo gusto pepato, è stato utilizzato per rinvigorire la circolazione, ridurre nevralgie e la rigidità e ridurre il dolore artritico.


Il rafano è anche comunemente ridotto in tonici per il raffreddore, tosse, decongestionamento e raucedine. Non è, tuttavia, raccomandato per le persone con gastrite, ulcera peptica o con problemi alla tiroide.

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L’uso culinario del rafano è stato lento ad evolversi a causa del suo forte effetto sul palato. Nel 1500 era conosciuto come “Red Cole” o Raphanus Rusticanus e cresceva selvatico. In passato veniva tipicamente usato solo dai tedeschi e dai danesi come alimento nel Medioevo in Europa. In francese veniva definito “moutardes des Allemands,” o la “senape dei tedeschi.” Ci sarebbe voluto un altro centinaio di anni prima che l’Inghilterra l’avesse iniziato ad usare.

L’erborista John Parkinson avvertiva che tuttavia, era solo per “gente di campagna e di forti gusti … essendo troppo forte per gli stomaci più delicati.” Nel tempo è diventato un punto fermo in diverse ricette, soprattutto in America. Avendo un forte gusto, quasi come di senape, la radice grattugiata di solito è aggiunta all’ aceto o alla maionese. Si può svegliare un pasto altrimenti insipido quando viene utilizzato con il pesce, pesce affumicato, arrosto di manzo, pollo, salsicce, uova, patate, o insalate di salmone e bietole. E’ altrettanto un ingrediente importante nella cucina russa, anche in salamoia e gustato come spuntino in Medio Oriente.

Sebbene i semi siano disponibili, il modo comune per coltivare il rafano è attraverso l’utilizzo delle talee. Poiché la parte importante della pianta è la radice, la maggior parte delle volte viene coltivata come annuale, nel terreno ben lavorato. La maggior parte dei coltivatori di rafano prepara il terreno nel mese di gennaio per impiantarli in febbraio. La raccolta durerà da circa la fine di ottobre fino a che il clima invernale non lo permetterà più.

Sia che si utilizzi il rafano come erba culinaria che erba medicinale, o in entrambi i casi è un rimedio utilissimo da tenere sempre a portata di mano. Disponibile fresco, essiccato o preparato in barattoli, è facile da conservare.

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