Piemonte: a rischio 70 mila posti di lavoro COMMENTA  

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La Regione sta monitorando la situazione e l’assessore al Lavoro, Claudia Porchietto, spiega: «Abbiamo in cassa i fondi per coprire gli ammortizzatori sociali fino a giugno, probabilmente anche a luglio.

Poi speriamo che la situazione si evolva in senso positivo anche se dobbiamo ancora capire che cosa succederà con la vicenda Fiat». A febbraio, infatti, scade la cassa per i 5.200 lavoratori della Carrozzeria.

Nei mesi successivi scadranno anche gli ammortizzatori per gli altri lavoratori del gruppo. Ancora Porchietto: «Se l’azienda chiederà l’utilizzo della cassa in deroga saranno necessari nuovi fondi da parte del governo nazionale». La preoccupazione della Cgil è che «nel corso dell’anno, in assenza di prospettive di ripresa, ci sia un’esplosione dei licenziamenti da parte delle aziende che hanno fatto finora ricorso agli ammortizzatori sociali».

Da questo punto di vista il caso della Lear di Grugliasco potrebbe diventare emblematico. Mauro Zangola, del centro studi dell’Unione Industriale, però, invita alla cautela: «La svolta negativa c’è stata dopo l’estate ma le aziende che esportano hanno buone possibilità di tenere».

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In ogni caso le 141 aziende sondate in occasione della presentazione della ricerca congiunturale la maggioranza prevede un calo dell’occupazione, della produzione totale e degli ordinativi. Aumenta anche la previsione di un ricorso alla cassa integrazione. Paolo Balistreri, segretario generale di Confindustria Piemonte, però, spiega: «Tra gli associati prevale il pessimismo ma, per fortuna, non si registrano i livelli preoccupanti del 2008. È arrivata l’ora di selezionare le poche risorse disponibili indirizzandole su ricerca, innovazione e formazione professionale».  Il quadro complessivo di ricorso alla cassa integrazione – che segna una riduzione del monte ore complessivo – e anche delle aziende che hanno chiesto di usufruirne (da 728 del 2010 a 670 dell’anno scorso). Ma ci sono alcuni indicatori che preoccupano la Cgil, a partire dall’aumento dei fallimenti che sono passati da 33 a 52. E poi ci sono i 30 mila lavoratori che hanno usufruito della cassa integrazione in deroga nel 2011 che per il rotto della cuffia hanno ottenuto una proroga per l’anno in corso. A giugno scade la cassa integrazione straordinaria per 16.550 lavoratori e nel corso dell’anno finiranno gli ammortizzatori sociali anche per i 18 mila in cassa ordinaria per la crisi. Senza dimenticare quella zona grigia legata all’occupazione precaria «dove – sottolinea Trinchero – ci sono alcune decine di migliaia di persone che rischiano di perdere il lavoro».

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