Pink Floyd, Syd Barrett soffriva della sindrome di Asperger, non di schizofrenia COMMENTA  

Pink Floyd, Syd Barrett soffriva della sindrome di Asperger, non di schizofrenia COMMENTA  

Una meteora con una vita musicale brevissima, eppure dotata di una scia infinita, che si è costruita da subito attorno a una manciata di canzoni geniali e nel tempo si è nutrita di mito.

Fornire un ritratto di Syd Barrett può essere un’operazione per nulla semplice. Musicista e, soprattutto, uomo complesso, controverso, fondatore dei Pink Floyd e loro primo autore e leader, abbandonò i compagni di avventura musicale dopo poco più di due anni per fare qualcosa che non sapeva neppure lui e che si rivelò essere niente.

Le biografie parlano di prove su prove in cui Syd Barrett era irriconoscibile, segnato dalle droghe e sprofondato nei suoi pensieri. Prove alle quali si decise di porre termine, ad un certo punto, quando i Pink Floyd accolsero David Gilmour e assunsero la formazione storica e più famosa. In quel momento, la mente di Syd Barrett, che fino ad allora era stata considerata ‘solo’ geniale, si trasformò in un mistero.

Un mistero, per tutti, e così affascinante da interessare non solo amici e colleghi, ma anche medici e psichiatri, che da più di quarant’anni provano a imbastire diagnosi e spiegazioni per cercare di razionalizzare il ‘diamante impazzito’ Syd con una classificazione.

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A lungo si è parlato di schizofrenia, ma una recente ricerca dell’italiano Mario Campanella, pubblicata sulla prestigiosa rivista Clinical Neuropsychiatry, propone adesso una nuova ipotesi, secondo la quale Syd Barrett era affetto dalla sindrome di Asperger, un disturbo comportamentale per alcuni aspetti simile all’autismo, caratterizzato da difficoltà gravi nell’interazione sociale e dalla coltivazione di specifici interessi in un ambito limitato e in modo quasi maniacale.
Non può che sembrare singolare che Syd Barrett si trovi nel bel mezzo di una disputa scientifica, proprio lui che, scomparso nel 2006, forse oggi commenterebbe autocitando il suo folle Jugband Blues
“gentile da parte vostra considerarmi qui
e vi ringrazio davvero per aver chiarito
che in realtà non sono qui
e mi sto domandando chi potrebbe
mai scrivere una canzone così”

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