Piramidi egizie: ecco svelato il loro segreto COMMENTA  

Piramidi egizie: ecco svelato il loro segreto COMMENTA  

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La civiltà egizia ha attirato la curiosità e l’interesse degli studiosi e ricercatori di tutto il mondo a causa di quegli imponenti edifici, chiamati appunto “piramidi”, che i faraoni facevano costruire per testimoniare la loro potenza e grandezza sulla terra, e per assicurarsi un viaggio nell’aldilà che fosse il migliore possibile. Considerati i mezzi a disposizione in quell’epoca, la costruzione delle piramidi non fu certo cosa da nulla, e costò anche parecchio in termini di vite umane.


Alla costruzione di tali edifici furono impiegati schiavi e operai specializzati: uno studio recente, condotto da alcuni ricercatori olandesi, hanno chiarito le modalità utilizzate dagli antichi Egizi per trasportare i pesantissimi blocchi di pietra che servivano a costruire l’ossatura delle piramidi. Pare che per trascinare i massi tagliati o le imponenti statue si utilizzavano slitte di legno. Per ridurre l’attrito, gli studiosi sono giunti alla conclusione che è stata utilizzata semplicemente dell’acqua, che però andava dosata con maestria ed attenzione per evitare conseguenze controproducenti sulla capacità di attrito.


Secondo i ricercatori vi sarebbe anche una testimonianza di quello che sostengono: un dipinto parietale, trovato nel sepolcro di un governatore egizio, raffigura 172 uomini intenti a trascinare una statua per un’altezza di diversi metri. Nella pittura si nota anche una figura verso il basso che versa appunto acqua in terra, man mano che gli altri issano in alto il pesante simulacro. Tali osservazioni, seppure appartenenti ad un tempo ormai passato, possono sempre tornare utili per spiegare, ad esempio, la modalità più agevole per trasportare materiale granulare come appunto la sabbia.


Djehutihotep

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