Pittrice e monaca, unica vocazione l’Arte COMMENTA  

Pittrice e monaca, unica vocazione l’Arte COMMENTA  

Abbiamo negli occhi un Seicento ideale fatto di tonalità scure, tratti drammatici o comunque densi. Eppure la mostra “Orsola Maddalena Caccia. Storia singolare di una monaca pittrice”  inaugurata il 3 marzo al Castello di Miradolo – a San Secondo, nei pressi di Pinerolo (TO) – ci regala un’esplosione di colore e un’opulenza di forme davvero inaspettata.


Contemporanea di Artemisia Gentileschi, di cui si è conclusa a gennaio la bellissima monografica al Palazzo Reale di Milano, ma dalle differenti scelte sia in termini di tecniche che di resa pittorica, Orsola Caccia è figlia d’arte. Scopre infatti la propria vocazione (artistica, poiché quella religiosa le sarà in seguito imposta) imparando  a bottega dal padre, il Moncalvo che poi fu uno dei più importanti rappresentanti del tardo Manierismo piemontese. Nata nel 1596, all’età di ventiquattr’anni Orsola venne mandata in convento a Moncalvo  nel Monferrato (da qui il soprannome del padre artista), dove poi divenne badessa dell’ordine delle Orsoline consacrando la propria vita alla rappresentazione iconografica di una religiosità che probabilmente, dentro di lei, apparteneva più alla sfera emotiva e creativa che non a quella spirituale.


Peculiari del suo stile artistico sono anche le nature morte, che in Piemonte inaugurano un genere destinato a divenire esemplare.

Al contrario di Artemisia Gentileschi, i quadri di Orsola  Caccia sono vere espressioni della  Divinità e dell’osservazione della Vita giocate attraverso un contrasto cromatico molto acceso e forme rotonde e piuttosto statiche, laddove in Artemisia la luce fosca e il movimento contribuivano a rendere drammatico l’insieme della figura.


Nella bellissima mostra, curata da Paola Caretta e Daniela Magnetti, sono presenti circa settanta opere, provenienti da vari Musei quali la  Pinacoteca di Brera, il Museo Diocesano di Mantova o il genovese Palazzo Bianco e uno dei suoi quadri più importanti, “Cardellino con ciliegie e pere” è stato concesso dal Museo Civico ‘Ala Ponzone’ di Cremona.

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La mostra sarà aperta il mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 14 alle 18,30: il sabato, domenica e lunedì dalle ore 10 alle 19. Il costo del biglietto è fissato in € 7,00 (ridotto € 5,00) ed è gratuito per i bimbi fino a 6 anni e per i titolari dell’Abbonamento Musei.

Per informazioni e prenotazioni potete contattare il numero 0121 50 27 61.

Lorenza Cattadori

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