Più strumenti alle Regioni per salvaguardare l’agroalimentare dal rischio contaminazione OGM

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Più strumenti alle Regioni per salvaguardare l’agroalimentare dal rischio contaminazione OGM

Il deputato del PD Mino Taricco ha presentato, in qualità di primo firmatario e insieme ai parlamentari Giorgio Zanin, Susanna Cenni, Luca Sani, Paolo Cova e Maria Antezza, una proposta di legge per consentire alle Regioni di bonificare i terreni coltivati con semi o piante ottenuti tramite Organismi Geneticamente Modificati (OGM) assoggettati a divieto di coltivazione. Al fine di evitare il rischio di contaminazione tra colture biologiche, tradizionali e transgeniche, salvaguardando così la specificità e la biodiversità delle produzioni locali, la proposta prevede anche la possibilità, per le stesse Regioni, di ordinare e attuare la distruzione di queste coltivazioni OGM. Oltre a ciò, essa stabilisce un indennizzo per i danni causati dalle operazioni di bonifica, calcolato secondo i parametri della Camera di Commercio. L’obiettivo è infatti quello di tutelare l’Italia dai danni legati all’introduzione degli OGM, potenzialmente pericolosi non soltanto per la salute e l’ambiente, ma anche per la credibilità dei prodotti agroalimentari stessi e per il settore economico ad essi legato.
A questo riguardo, si esprime lo stesso Taricco: “L’importanza del settore agroalimentare è fondamentale per l’Italia: da un lato l’agricoltura registra risultati migliori rispetto ad altri settori nel panorama del Paese, sia per quanto riguarda la crescita economica (PIL) sia per quanto riguarda l’occupazione, dall’altro l’industria alimentare ha prodotto 32 miliardi di euro di export nel 2012, continuando a crescere anche lungo tutto il 2013.

Non possiamo quindi rischiare che i prodotti di questo settore perdano la loro specificità venendo a contatto con coltivazioni OGM: i danni derivanti da questa contaminazione non sarebbero nemmeno calcolabili per la nostra economia e per tutto il Made in Italy. Abbiamo cercato di muoverci per superare i vuoti legislativi e per cercare di evitare tutto ciò.”
La proposta di legge si inserisce in un lungo e articolato percorso che l’Italia ha intrapreso nei confronti delle norme comunitarie, cercando di correggerne le criticità: nel caso infatti in cui specifici OGM vengano valutati rischiosi e potenzialmente dannosi per la salute e l’ambiente, la normativa europea di riferimento, allo stato attuale, pone ancora forti limiti ai singoli Stati e alle Regioni per impedirne la coltivazione. In questo senso, la proposta di legge si impegna a fornire alle Regioni gli strumenti per affrontare i grandi rischi che un’inazione su questi temi potrebbe rappresentare per la salute, l’ambiente, la biodiversità dei singoli prodotti e la credibilità di un settore, quale quello agroalimentare ed economico, così fondamentale per il nostro Paese.

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