Plastica contro il terrorismo nucleare

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Plastica contro il terrorismo nucleare

NataliaZaitsevaUna plastica in grado di “vedere” i neutroni e distinguerli dai raggi gamma è stata sviluppata da scienziati del Lawrence Livermore National Laboratory. Si tratterebbe di un materiale sicuro e a basso costo che potrebbe dare il via a numerosi sviluppi e innovazioni nel campo della sicurezza nucleare.

Le tecnologie esistenti nel campo della ricerca e identificazione di materiali nucleari o radioattivi – assolutamente fondamentale per la sicurezza di porti, aeroporti e strutture ad alta concentrazione di pubblico, e tutti i cosiddetti ‘obiettivi sensibili’ in genere – fanno affidamento su cristalli organici, generalmente difficili da coltivare, su liquidi pericolosi o su byproduct gassosi del trizio. Ognuno di questi pone problemi non di poco conto per la produzione o l’utilizzo. Il nuovo materiale plastico sviluppato all’LLNL promette di superare questi problemi. Il fatto di essere costituito di una plastica a basso costo potrebbe permettere, per esempio, il suo utilizzo di massa in tutte quelle situazioni in cui l’affollamento e molto elevato e i tempi di controllo e verifica delle persone e degli oggetti molto limitato.

Pensiamo, per esempio, alle migliaia di persone, con tutte le relative valigie, che si affollano ogni giorno in un aeroporto, anche quelli più piccoli.

Il progetto del Lawrence Livermore National Laboratory è un scintillatore, un materiale che emette luce quando esposto a radiazioni ionizzanti. alla base c’è l’utilizzo di una matrice di polimeri poliviniltolueni caricati con una vernice scintillante a base di difenolazolo 2,5. Il risultato è, per l’appunto, una plastica in grado di riconoscere i raggi gamma.

Il nuovo materiale viene considerato un balzo in avanti nel settore della sicurezza contro le minacce nucleari e l’utilizzo di armi nucleari improprie da parti di gruppi terroristici.

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