Pochi 3600 euro per vivere a Roma, Paniz si ribella COMMENTA  

Pochi 3600 euro per vivere a Roma, Paniz si ribella COMMENTA  

Sciopero generale contro una manovra diseguale e non equa. Ad abbracciare la protesta anche il deputato del PDL Maurizio Paniz che oggi esce con un’intervista fuori dal tempo e dal mondo che si muove in direzione opposta. Facendo una piccola previsione, possiamo già sperare che Paniz smentisca sé stesso imputando quanto detto alla malafede del giornalista che lo ha intervistato, ma al momento rimaniamo ai fatti.

L’informazione disinforma, lo stipendio ormai ce lo riducono da dieci anni. Di questo passo non sarà più possibile vivere a Roma. safQuando entrai in Parlamento nel 2001 il mio stipendio era di 7.500 euro nette, ora a colpi di tagli per chi come me ha una professione si è ridotta a 2000 euro. Altri prendono solo 3.600 euro al mese che non bastano per mettere in regola nemmeno i nostri collaboratori. Non escludo che quando la commissione Giovannini (incaricata di riscrivere le regole per gli stipendi dei parlamentari, in barba al decreto del governo, http://www.notizie.it/indennita-ai-parlamentari-modificata-la-norma/) avrà terminato il suo lavoro possa esserci una giusta re-indicizzazione dei nostri stipendi.

Rimane solo da spiegare agli italiani perché i parlamentari possono indicizzare i loro stipendi a saldi invariati e Monti chieda ai sindacati di trovare 5 miliardi di euro per fare lo stesso con le pensioni e senza toccare il meccanismo di asta delle frequenze del digitale terrestre.

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Dottore in Giornalismo per uffici stampa, blogger dal 2005, a breve giornalista pubblicista, si interessa di tutto. Ma anche di più. Lo trovate sempre in giro per Palermo.

2 Commenti su Pochi 3600 euro per vivere a Roma, Paniz si ribella

  1. Ma l'on Paniz sa quanto guadagnano i dipendenti pubblici non dirigenti ai quali è stato bloccato lo stipendio per i prossimi 4 anni? c'è chi percepisce mille euro, al massimo 1500….., in che mondo vivono?
    Comunque non è corretto ciò che dice, non tiene conto di moltissime altre voci che incidono sul compenso:
    l'indennità netta mensile corrisposta ai Senatori nei nove mesi in cui sono trattenute le predette addizionali attualmente oscilla da 4.970,65 a 4.709,09 euro.
    Diaria. E' prevista dalla legge n.1261/1965 e spetta a tutti i parlamentari, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno. Periodicamente aggiornata in funzione dell'aumento del costo della vita, la diaria è stata erogata dal 2001 al 2010 nella misura di 4.003 euro al mese.
    Contributo per il supporto dell'attività dei Senatori. A titolo di rimborso forfettario delle spese sostenute per le attività connesse con lo svolgimento del mandato parlamentare, è previsto un contributo mensile erogato, fino al 31 dicembre 2010, nella misura di euro 4.678,36. Dal 1° gennaio 2011 è ridotto a 4.180 euro
    Rimborso forfettario delle spese generali. A decorrere dal 1° gennaio 2011 i Senatori ricevono un rimborso forfettario mensile di euro 1.650, che sostituisce e assorbe i preesistenti rimborsi per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche.
    Facilitazioni di trasporto
    I Senatori usufruiscono di tessere strettamente personali per i trasferimenti sul territorio nazionale, mediante viaggi aerei, ferroviari e marittimi e la circolazione sulla rete autostradale
    Assegno di solidarietà (o di fine mandato)
    Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve dal Fondo di solidarietà fra i Senatori l'assegno di solidarietà, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità,
    FONTE: il sito ufficiale del Senato: http://www.senato.it

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