Poker e vino: il binomio questa volta è insolito

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Poker e vino: il binomio questa volta è insolito

Di norma quando pensiamo ad una bella partita tra amici, su di un tavolo di poker texas holdem non possiamo non immaginare qualche bottiglia: che sia birra, whiskey o vino, farsi un goccetto può aiutare a far calare la tensione ed anche, perchè no, a prendere più con filosofia eventuali sconfitte.

Questa volta però vino e poker vanno a braccetto in un modo un po’ diverso dalla prassi: ha fatto notizia infatti il fatto che Geno Foschi, imprenditore di Las Vegas (località giusta perchè accadano questo tipo di cose) abbia intenzione di vendere la sua collezione di vini pregiati per pagarsi la partecipazione al World Series of Poker. L’idea sarebbe quella di partecipare alla competizione, piazzarsi in modo decente per racimolare così qualche fondo e poter aprire un altro tipo di attività: in tempi di crisi notiamo come anche queste possano essere scelte ragionevoli per fare business, a fronte della crescente difficoltà che si incontra a farsi erogare prestiti in banca.

“Ho una vasta collezione di vini e ho pensato a darne via un po’. Non mi costerà nulla partecipare a un po’ di eventi”.

La nuova impresa in cui Foschi vorrebbe buttarsi sarebbe una sorta di chewingum in grado però di risvegliare la mente, probabilmente a base di caffeina e simili. Ma sarà il poker la strada giusta per raggiungere il suo obiettivo? L’uomo ne è convinto: “Non posso prendere i soldi della famiglia. Non potevo permettermi di partecipare alle WSOP, ecco perché sto vendendo il mio vino”. Il che spiega anche il fatto che la moglie sia d’accordo con lui. Sicuramente Foschi troverà subito qualcuno intenzionato ad acquistare quantomeno il 10% delle sue 600 costosissime bottiglie: a noi non resta che augurargli buona fortuna e sperare che gli vada tutto bene.

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