POLICLINICO GEMELLI COME FIAT COMMENTA  

POLICLINICO GEMELLI COME FIAT COMMENTA  

Dal  7 Marzo proseguono le agitazioni al Policlinico Gemelli che disdice il contratto : 5.500 dipendenti fra personale medico, paramedico, infermieri,ausiliari ecc.  corrono il rischio di perdere il posto di lavoro.


Ripercorriamo le tappe: il I Marzo arriva una lettera di disdetta dei contratti,senza preavviso, firmata dall’Amministratore delegato Marco Elefanti in cui spiega ” la Regione non eroga 800 milioni di crediti vantati”-riferendosi all’Università Cattolica”-inoltre ci sono esposizioni presso le banche di circa 600 milioni e le banche si rifiutano di aumentare il fido”.

Renata Polverini, presidente della Regione Lazio,  in tutto ciò non ha diritto di parola trattandosi di finanziamenti  universitari.


I sindacati  rigettano la lettera  di disdetta , chiedono di  visionare i bilanci ed eventualmente abbassare i cosiddetti “stipendi alti” (oltre 50 milioni annui). Si vocifera che ci siano oltre 200 professori associati di troppo che hanno solo l’incarico di insegnare;per sopperire alla mancanza di medici invece ne vengono assunti altri che lavorano a contratto. Molti di questi contratti (un centinaio circa) a scadenza tra Marzo e Aprile non verranno confermati.

Il Policlinico Gemelli è un ente pubblico dipendente dall’Università Cattolica di Milano, cui sono state  annesse delle Facoltà universitarie.


Tradotto in termini economici: prende i soldi dalla sanità, ma vanno a finire all’università.

Ma c’è un dato ancora più sconcertante: l’amministrazione della Cattolica ha erogato un premio di incentivazione per le sedi padane di Milano, Brescia e Piacenza, per le quali dunque non esiste alcuna emergenza. Fino a poco tempo fa la sede di Roma era economicamente la più benestante, mentre le altre erano più deboli. Oggi le altre vengono finanziate con i soldi di Roma. Per di più Roma serve oltre il 10% del Nord Lazio, accogliendo ricoverati da altre regioni.

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Intanto il Pronto Soccorso è allo sfacelo, con tempi di attesa infiniti (personalmente sono arrivata alle 14,30 ed uscita  alle 24,30).

Entro 90 giorni dal 1 marzo, si dovranno trovare soluzioni / accordi tra sindacati e dirigenze.

I Dipendenti a rischio organizzeranno per metà Aprile una passeggiata di protesta pacifica  con i loro familiari a  S.Pietro per mostrare al Santo Padre la situazione di disagio in cui si trovano

Quella che era considerata “l’eccellenza italiana” corre il rischio di collassare a breve.

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