Ponte sullo Stretto, il governo riapre all’idea dell’infrastruttura ferroviaria COMMENTA  

Ponte sullo Stretto, il governo riapre all’idea dell’infrastruttura ferroviaria COMMENTA  

Sono settant’anni che se ne parla, in un’altalena di sì, no, forse e infiniti condizionali.

Il Ponte sullo Stretto di Messina è in assoluto l’infrastruttura più discussa, criticata e sognata della storia d’Italia, un po’ per la sfida ingegneristica della realizzazione, un po’ per il significato simbolico del collegamento della Sicilia alla penisola italiana.


Di sicuro, però, fra gli sponsor del ponte non c’è una effettiva utilità derivante dalle analisi di traffico degli esperti di trasporto.

È questo, nella sostanza, il motivo per cui il progetto è stato di recente accantonato, solo che, per quanto ragioni e modi avessero a suo tempo lasciato intendere che il no era definitivo, il ponte, fedele alla sua nomea, è ritornato a solleticare l’immaginazione di molti.


Primo fra tutti, il ministro dell’interno Angelino Alfano, che, qualche giorno fa, si è sbottonato con alcune affermazioni circa l’opportunità di riaprire la questione. Sembrava o poteva sembrare una posizione isolata, ma, ieri, a rilanciare l’apertura è stato il governo tutto, grazie alle parole del sottosegretario Pd alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro.


A fronte della proposta Ncd – Udc di inserire in agenda la mozione relativa ad una rivalutazione della realizzazione del ponte, il sottosegretario Pd, in un primo tempo restio perché l’argomento “richiederebbe uno specifico approfondimento, che può tranquillamente essere rimandato ad altro momento”, si è alla fine lasciato convincere affermando in conclusione che “la riformulazione alla quale si potrebbe pervenire sia quella che impegna il governo a valutare l’opportunità di una riconsiderazione del progetto del Ponte sullo Stretto come infrastruttura ferroviaria previa valutazione e analisi rigorosa del rapporto costi-benefici, come possibile elemento di una strategia di riammagliatura del sistema infrastrutturale del Mezzogiorno”.

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Sì, quindi, ad una valutazione del Ponte sullo Stretto, ma solo in termini di collegamento ferroviario.

Per nulla soddisfatti Sel e, soprattutto, il M5S, i cui portavoce hanno evidenziato come, prima di costruire il ponte, “bisognerebbe poterci arrivare in sicurezza, a Reggio Calabria, e viaggiare con altrettanto sicurezza in Sicilia, dove ci sono strade che crollano, ponti che si sbriciolano, e treni regionali inesistenti”.

“Smentendo lo stesso ministro delle Infrastrutture Delrio” hanno anche commentato “oggi il governo cambia idea e, subendo l’eterna campagna elettorale di Alfano, in Aula ha appena affermato di voler riconsiderare il progetto del Ponte sullo Stretto”.

Come è stato notato da alcuni, questo cambio di rotta del governo arriva proprio all’indomani delle dichiarazioni rese dall’amministratore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini, che auspicava una rivalutazione del progetto del ponte, definito “una risorsa per il sud”, necessaria per “collegare la Sicilia al resto d’Europa”.

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