Il Ponte sullo Stretto si farà, la promessa di Renzi

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Il Ponte sullo Stretto si farà, la promessa di Renzi

‘A volte ritornano’ è il titolo di uno dei più fortunati racconti del maestro dell’orrore Stephen King. Un’affermazione lapidaria, che concentra in un dettato di paura il fatto che certe cose non si può proprio pensare di dimenticarle.

Non che il Ponte sullo Stretto di Messina sia uno zombie, ma dello zombie ha senza alcun dubbio la capacità di ritornare fra i vivi anche dopo questi ultimi pensavano di averlo sepolto in via definitiva. A volte, anche il Ponte sullo Stretto, come uno zombie, ritorna. Solo che a qualcuno fa un effetto molto simile a quello di un morto vivente, ad altri invece l’effetto benefico del sollievo provato da chi non aspettava altro che rivederlo passeggiare tranquillo per strada, come se nulla fosse.

E’ l’opera più discussa e controversa della storia italiana: inutile secondo alcuni, considerata impossibile per molti decenni, fondamentale secondo altri. Alla fine dello scorso settembre, quando tutti gli studi preliminari, i progetti e le attività iniziali sembravano destinati tutti a finire in un archivio per sempre, del Ponte si è ricominciato, a sorpresa, a parlare.

Il Parlamento aveva al tempo deciso che, prima o poi, di quella mastodontica infrastruttura, si sarebbe dovuti tornare a parlare, sebbene in termini ‘ridotti’, nel senso che, rispetto al progetto iniziale, si sarebbe puntato tutto sul solo traffico ferroviario. Da quel fine settembre (era il 29), null’altro è stato più detto. Almeno fino a quando, nei giorni scorsi, è stato pubblicato uno stralcio di un’intervista resa dal presidente del Consiglio a Bruno Vespa in occasione dell’uscita del di quest’ultimo nuovo libro dal titolo ‘Donne d’Italia’.

“Certo che si farà (il Ponte sullo Stretto, ndr)” ha dichiarato Renzi, come se fosse la cosa più ovvia e naturale del mondo. “Prima di discuterne sistemiamo l’acqua di Messina, i depuratori e le bonifiche” ha premesso il premier, “poi faremo anche il ponte, portando l’alta velocità finalmente anche in Sicilia e investendo su Reggio Calabria, che è una città chiave per il sud.

Dall’altra parte dobbiamo finire la Salerno Reggio Calabria. Quando avremo chiuso questi dossier sarà evidente che la storia, la tecnologia, l’ingegneria andranno nella direzione del ponte, che diventerà un altro bellissimo simbolo dell’Italia”.

Una dichiarazione che avrebbe dovuto gelare il ministro delle Infrastrutture Delrio, che tempo fa (non molto) aveva dichiarato che il Ponte “non è una priorità”, e, invece, anche da lui è arrivata una conferma alle parole di Renzi. “Con il Presidente Renzi” ha detto infatti Delrio “c’è convergenza di vedute: ha elencato giustamente le priorità per il Sud e ha posto la valutazione del Ponte sullo Stretto solo dopo che saranno vinte le sfide che abbiamo davanti”, “come la crisi idrica a Messina”, “terminare la Salerno Reggio Calabria, realizzare la linea alta velocità e alta capacità Napoli- Bari -Taranto Lecce, la Messina – Catania – Palermo, rendere i nostri porti competitivi per il Mediterraneo e l’Europa”.

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