Post Expo: Sala contro Renzi

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Post Expo: Sala contro Renzi

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Mossa del governo per la gestione post Expo: la società va in liquidazione e fra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il premier Matteo Renzi cala il gelo.

Fra Beppe Sala e Matteo Renzi non è ancora polemica aperta, ma i rapporti fra i due sono al momento piuttosto tesi a causa della gestione post Expo. Per l’attuale sindaco di Milano, che in passato è stato commissario unico per Expo 2015 e amministratore delegato della società Expo 2015 SpA (ruolo ricoperto fino al febbraio di quest’anno), le ultime notizie sul dopo Expo sembrano poco gradite.

Secondo le ultime misure varate dal governo presieduto da Matteo Renzi, la società Expo 2015 SpA andrà in liquidazione e l’area dell’esposizione sarà destinata al campus dell’Università Statale. Un brusco stop sui fondi promessi per la gestione post Expo, questione in merito alla quale Sala ha detto di avere scritto una lettera al premier “e al sottosegretario Claudio De Vincenti per avere chiarimenti”. “Sono abbastanza ottimista che venga risolta la questione” ha poi aggiunto il sindaco milanese “la vedo quasi più come una dimenticanza, non posso vedere una strategia voluta, mi sembrerebbe talmente anomalo”.

Beppe Sala e il no alla Leopolda del sì

Nel frattempo, però, Sala potrebbe avere deciso di limitare il proprio impegno nell’ambito della campagna referendaria.

Se infatti sabato scorso si trovava in piazza del Popolo alla manifestazione per il sì, Sala ha fatto sapere che non presenzierà all’impegno di questo fine settimana alla “Leopolda del sì” a Firenze. “Sono stato a Roma sabato e adesso c’è molto da fare anche a Milano” ha spiegato il diretto interessato “ho un weekend abbastanza impegnativo”.

Ieri sera Renzi e Sala si sono incontrati e, secondo quanto ha riferito il sottosegretario De Vincenti, la situazione si sarebbe chiarita. Sul tavolo, oltre alla gestione post Expo, c’è anche la questione dei migranti a Milano, in merito alla quale Sala ha dichiarato che “i sindaci non possono essere lasciati soli”, “l’accoglienza non è sufficiente, serve un piano nazionale per capire come si possono integrare”. Nessun dettaglio è finora emerso circa i dettagli del faccia a faccia.

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