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Posticipi Serie A: Lazio umiliata a Palermo, Udinese bloccata

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Posticipi Serie A: Lazio umiliata a Palermo, Udinese bloccata

La corsa al terzo posto è pienamente riaperta: Roma, Napoli e perfino Inter possono ancora sperare. Questo quanto emerge dal doppio posticipo della 24° di A che fa registrare le battute d’arresto di Udinese e Lazio: rovinosa in particolare la sconfitta dei biancocelesti.

Palermo-Lazio 5-1. E’ notte fonda per Edy Reja. Dopo il tracollo in Europa League la sua squadra cede di schianto pure al Barbera confermando l’andamento a dir poco altalenante dei primi due mesi di 2012. Falcidiata dalle assenze e condizionata da un mercato inesistente, la Lazio schiacciasassi in trasferta della prima metà di stagione non esiste più: con quella in Sicilia sono quattro le sconfitte maturate nelle ultime cinque gare esterne con quattordici gol al passivo. Un po’ ci mette del proprio pure Reja che s’inventa una strana difesa a tre con Ledesma perno centrale e butta nella mischia l’esordiente Alfaro al fianco di Klose. L’inizio non sarebbe neppure scoraggiante ma dopo venti minuti la Lazio è già in apnea per colpa di due tiri dalla distanza, di Barreto al 10’ e di Donati dieci minuti dopo.

Reazione inesistente da parte di una squadra senza idee davanti e troppo distratta dietro: al 42’ Silvestre incorna una punizione di Miccoli e di fatto chiude la gara ma il peggio deve ancora venire in avvio di ripresa (che comincia senza l’acciaccato Klose) quando, tra il 2’ ed il 6’, Budan prima e Miccoli poi (quest’ultimo in fuorigioco) arrotondano il punteggio presentandosi soli davanti ad un incolpevole Marchetti. Il Palermo è pago e non infierisce ma non ha ancora smesso di grandinare sulla Lazio: Dias si fa espellere così come Reja ed il punto di Kozak all’85’ non eviterà una settimana di furenti polemiche.

Udinese-Cagliari 0-0. Al Friuli invece non si segna e gli unici boati del pubblico sono quelli per i gol subiti dalla Lazio oltre che quelli di disapprovazione nei confronti dell’arbitro Celi e della terna arbitrale, presi di mira quasi fin dall’avvio pur senza aver influito sul risultato.

La realtà presenta invece ai bianconeri un conto salato: per la seconda volta in stagione niente gol in casa e l’assenza di Di Natale non può essere un caso. L’aggancio al terzo posto non può bastare per far sorridere Guidolin al termine di una partita brutta e spezzettata come poche. Il Cagliari fa la sua parte difendendosi con ordine nel primo tempo e con qualche affanno in più nella ripresa ma di pericoli veri Agazzi ne corre solo un paio quando Fernandes nel primo tempo schiaccia sul fondo un cross di Torje e quando Floro Flores incorna di un soffio a lato. Sardi insidiosi in un paio di circostanze a fine primo tempo quando Pinilla ed Ekdal provano la conclusione da fuori trovando le risposte di Handanovic. Del tutto fuori luogo le proteste per un presunto fallo di mano di Agostini in area, il finale è elettrico dentro e fuori dal campo (proteste di Guiolin per i tre minuti di recupero) ma non succede nulla.

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