Prelevare dati personali da un iPhone non è poi così difficile: la prova! COMMENTA  

Prelevare dati personali da un iPhone non è poi così difficile: la prova! COMMENTA  

E ci risiamo. Di nuovo a parlare di tematiche riguardanti la privacy e la sicurezza. L’avvento dei sistemi operativi mobili, negli ultimi anni, non ha fatto che aumentare oltre misura le preoccupazioni che già erano abbondantemente sopra il livello di tolleranza. Prezzo da pagare per la tecnologia? Certo che no. Si può e si deve fare di meglio.

E’ di questi giorni l’allarme lanciato da Micro Systemation, azienda svedese la quale ha dimostrato come non è poi così difficile rubare password e dati personali da un dispositivo equipaggiato con iOS. Con adeguati software, infatti, basterà avere fra le mani lo smartphone della Apple per accedere alle informazioni personali con estrema velocità.

L’applicazione adatta a questo piccolo furto è della stessa Micro Systemation e si chiama XRY: in pochi minuti è in grado di reperire i dati di accesso sia di iOS che di Android. Subito dopo, sarà facilissimo scaricare tutti i dati su di un computer e rendere visibili tutte le informazioni utente come file, rubrica, messaggi e codici battuti sulla tastiera virtuale.


Nulla di più facile, dunque. Ovviamente, l’accesso ai dati sensibili rappresenta una violazione della propria privacy bella e buona. Lasciare un telefono incustodito equivale, cioè, a rendere visibili le proprie informazioni senza nessun filtro utile.


C’è un modo per ovviare a tutto ciò? La Apple non ha rilasciato comunicazioni ufficiali, colpita nel pieno del suo orgoglio. Sin dagli anni ’80, la sicurezza delle proprie macchine è stata un pallino di Steve Jobs.

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Oggi, anche i suoi discendenti non amano essere messi alla prova in questo modo. Intanto, meglio tenersi sempre stretto il proprio iPhone…

 

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