Premi di produzione e aumenti contrattuali per i Cipputi tedeschi, mentre da noi si parla di articolo 18

Economia

Premi di produzione e aumenti contrattuali per i Cipputi tedeschi, mentre da noi si parla di articolo 18

Angela Merkel
Angela Merkel

Mentre in Italia, il solito Marchionne minaccia chiusure di stabilimenti se non si lavora alle sue condizioni, che peggiorano per i lavoratori ogni giorno che passa, in Germania la classe operaia forse non va in paradiso, ma almeno qualche soddisfazione se la prende. Constatati i record storici conseguiti da export e utili, i grandi marchi dell’auto made in Germany si preparano a versare premi senza precedenti, che potrebbero ammontare dai seimila ai dodicimila euro (forse anche più), a ognuno dei loro dipendenti. Inoltre appoggiata anche dal governo conservatore della cancelliera Angela Merkel, la IgMetall, quello che è considerato il più forte sindacato del mondo, si prepara alla prossima vertenza di rinnovo contrattuale con la richiesta di aumenti del 6,5 per cento. In conseguenza di questo fatto, la forbice retributiva tra Italia e Germania, almeno nel mondo dell’industria dell’auto, è destinata ad allargarsi ulteriormente rispetto ai già catastrofici dati rilasciati da Eurostat in base ai quali gli operai italiani prendono all’incirca la metà dei loro omologhi tedeschi.

E debbono sorbirsi le lezioni di Marchionne, come premio di produzione. I sindacati che hanno firmato gli accordi di Pomigliano e di Mirafiori, cosa dicono al proposito? Ma forse, è proprio per questo che in Italia si continua a fare una battaglia di retroguardia contro l’articolo 18, in modo da spostare i riflettori su altre cose e non parlare di quelle serie.

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