Prende una compressa per lo stomaco, la pelle di stacca dal corpo

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Prende una compressa per lo stomaco, la pelle di stacca dal corpo

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Rischiare di morire per una compressa. E’ la terribile avventura capitata a Leanne Howes, una 17enne che, in seguito all’assunzione di una pillola di Zantac, solitamente utilizzata per il bruciore di stomaco, ha avuto una incredibile quanto potenzialmente mortale reazione allergica, un effetto collaterale noto come Sindrome di Stevens-Johnson che ha provocato delle ustioni su tutto il corpo con la pelle che lentamente ha iniziato a staccarsi. E’ accaduto a settembre 2013: poche ore dopo aver ingerito il farmaco la giovane di Hoveton, nel Norwich, si è ammalata e un iniziale prurito e rossore della pelle ha iniziato ad estendersi su tutto il corpo; si sono poi formate enormi vesciche e croste che hanno iniziato a cadere. La medicina le era stata prescritta dal medico per curare la sindrome dell’intestino irritabile ma ha provocato incredibili danni sul suo corpo in poche ore, costringendola in ospedale per diverse settimane di agonia.

“Non mi ero sentita molto bene al lavoro, così sono andata in farmacia a comprare le compresse – ha raccontato la 17enne, oggi uscita da quell’incubo – Quando sono arrivata a casa, mi avevano fatto effetto e stavo bene, ma quando mi sono svegliata la mattina dopo, ero stanca e avevo la nausea. Sono andata in bagno e quando mi sono guardata allo specchio, ho visto che avevo una terribile eruzione cutanea”. A quel punto la giovane si è fatta accompagnare dal compagno 25enne a casa della madre ma nel frattempo le condizioni sono rapidamente peggiorate e il giorno seguente ha iniziato a faticare nel respirare. Le si erano formato bolle anche nella gola e sulla lingua, oltre che sui piedi e sulle mani. La madre, terrorizzata, l’ha portata all’ospedale dove la giovane è stata trattata con la morfina e con una crema lenitiva. Ma la pelle ha iniziato a cadere poco alla volta da ogni parte del corpo, viso compreso.

“Ho pensato che stavo per morire – racconta Leanne – Non potevo muovermi, e la mia faccia era così gonfia che non riuscivo ad aprire gli occhi. Sentivo prurito ovunque ed ero ricoperta di pus giallo. Avevo vesciche delle dimensioni di una palla da tennis, e spesso andavo in stato di incoscienza. Mia mamma mi ha detto che i medici l’avevano avvertita che se passavo la notte, sarebbe stato un miracolo. Ero così felice di essere viva”. Dopo un mese in ospedale con flebo di morfina ed incapace di fare qualsiasi cosa, la giovane è stata dimessa e, lentamente, ha riacquistato il suo bell’aspetto anche se la terribile esperienza le ha lasciato numerose cicatrice su tutto il corpo.

“Ero sempre stata orgogliosa del modo in cui mi vedevo. Mi piaceva prendermi cura di me stessa, e seguivo tutte le ultime tendenze della moda – racconta la sfortunata 17enne – Perdere i capelli, le ciglia e anche le unghie è stato devastante, ma Jake mi dice in continuazione che io sono bella, questo mi aiuta veramente. Quando mi guardo nelle foto di quando ero in ospedale, mi viene difficile credere che quella ero io. Sembro un mostro preso da un film di Halloween. Ora mi rendo conto di quanto sono fortunata ad essere viva”.

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