Presentazione a Cuneo del libro “1957. Un alpino alla scoperta delle foibe” di Mario Maffi

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Presentazione a Cuneo del libro “1957. Un alpino alla scoperta delle foibe” di Mario Maffi

Cuneo – Giovedì 14 marzo alle ore 17,30 presso il Salone d’onore del Comune di Cuneo (Via Roma 28) si terrà la presentazione del libro “1957. Un alpino alla scoperta delle foibe” di Mario Maffi (Gaspari editore).
Interverranno lo storico Gianni Oliva e l’Assessore alla Cultura di Cuneo Alessandro Spedale. Modererà Anna Ida Maffi.

Simboli della tragedia che genericamente viene indicata col termine foibe, Monrupino e Basovizza sono ora nomi piuttosto noti, ma negli anni Cinquanta quasi nessuno, oltre a qualche alto grado dei servizi segreti italiani e pochi altri individui tenuti al segreto militare, aveva mai sentito parlare di quei luoghi, né tantomeno della tragedia che nascondevano.

In occasione della pubblicazione del suo “1957. Un alpino alla scoperta delle foibe” (Gaspari editore 2013), Mario Maffi, il giovane sottotenente speleologo allora incaricato della prima, segretissima missione di esplorazione in quello che scoprirà essere un vero e proprio inferno sotterraneo, racconta la sua esperienza di testimone diretto e solitario.

Siamo nell’ottobre del 1957.

In virtù della sua esperienza in fatto di esplosivi, “capace di muoversi fotografare e rilevare in grotte”, Maffi (di stanza a Merano) è inviato sul confine nord-orientale a fare dei sopralluoghi presso le foibe di Monrupino e Basovizza, in primo luogo. L’operazione, ad alto rischio, è coperta dal segreto militare. Trieste è tornata sotto la sovranità italiana da soli due anni e si teme di poter dare adito a nuovi fermenti. La ricerca arriva poi probabilmente a sfiorare il confine jugoslavo (allo stesso Maffi non è dato sapere perché viene condotto a più riprese in luoghi che non riesce a identificare), e qualcosa trapela, tant’è che ne arriva notizia anche ai giornali. È allora che viene bruscamente interrotta.
Di quanto scoperto, Maffi non è autorizzato a rivelare nulla a nessuno. Si limita dunque a fare quello che può e che deve fare: chiudersi in camera oscura per sviluppare il materiale fotografico raccolto, per consegnarlo poi insieme una dettagliata relazione ai suoi superiori.

Oggi, a distanza di più di cinquant’anni, dalla memoria di Maffi nasce uno scritto nitido e del tutto privo di retorica, che si rivela cronaca di un’esperienza straordinaria, nel suo orrore, e insieme testimonianza dolorosa ma necessaria, per chi ne è stato protagonista e per tutti.

PER INFORMAZIONI: Mario Maffi t.

0171 695415.

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