Presentazione dei risultati del 6° censimento generale dell’agricoltura 2010 in Piemonte

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Presentazione dei risultati del 6° censimento generale dell’agricoltura 2010 in Piemonte

Una nuova attendibile fotografia del comparto agricolo piemontese: con questi termini può essere definita la missione raggiunta dal 6° Censimento generale dell’agricoltura a seguito della intensa attività portata a termine dall’Ufficio regionale di censimento in stretta collaborazione con l’Istat e il sistema regionale delle autonomie.
Nel mese di febbraio 2011 terminava la rilevazione dei questionari presso le aziende agricole, il 15 luglio dello stesso anno venivano presentati i risultati provvisori: ad un anno di distanza, oggi è possibile illustrare ed interpretare i dati definitivi del 6° Censimento generale dell’agricoltura.
I dati provvisori oggetto di presentazione nel luglio 2011 rappresentano il frutto di un primo esame del materiale raccolto mediante i questionari, limitatamente alle informazioni più importanti (le “variabili primarie”). Nel periodo di tempo intercorso tra quella prima presentazione e l’evento odierno l’Istat, in stretta collaborazione con gli Uffici regionali di censimento, ha compiuto una lunga serie di ulteriori elaborazioni sui dati, interessanti tutte le informazioni rilevate (comprese le “variabili secondarie”), utili per fornire un quadro definitivo e più completo sul panorama agricolo piemontese. L’ultimo tassello di un percorso iniziato oltre due anni fa è stato rappresentato dall’attività necessaria per poter confrontare i dati attuali con quelli dei Censimenti precedenti. Nel 2010, infatti, a seguito di quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1166/2008, le informazioni sono state rilevate con criteri differenti rispetto al passato. Per poter condurre un confronto attendibile in grado di rivelare gli effettivi cambiamenti del comparto agricolo nell’ultimo decennio, è stata pertanto necessaria una precisa azione di armonizzazione dei dati racconti dal nuovo e dai precedenti censimenti.

DIMINUISCONO LE AZIENDE, AUMENTANO LE DIMENSIONI
Dai dati raccolti emerge una vigorosa diminuzione del numero di aziende, le quali passano dalle 107 mila del 2000 alle 67 mila del 2010. Tale dato ricopre un certo significato se messo in relazione con un’ulteriore statistica: la superficie agricola utilizzata (SAU), sempre a livello piemontese, è andata incontro a una riduzione molto limitata rispetto l’andamento delle altre Regioni del Centro-nord (-5%). Meno aziende, stessi terreni coltivati: tali cifre indicano che le aziende agricole in Piemonte hanno aumentato considerevolmente le proprie dimensioni. Nel tempo sono venute meno le aziende molto piccole e i terreni corrispondenti sono stati acquisiti da titolari di altre realtà agricole. A tal proposito va sottolineata la SAU media per ogni azienda pari a 15 ettari, valore tra i più alti fra le regioni italiane.

AZIENDE SPECIALIZZATE E ACCORPATE
Con il trascorrere degli anni le aziende agricole sono andate incontro ad una evidente specializzazione della propria attività, sia per quanto concerne le coltivazioni che nell’ambito dell’allevamento di bestiame. Tale tendenza rappresenta indubbiamente un dato positivo sotto l’aspetto economico, poiché generalmente migliora la competitività delle aziende. Queste ultime possono inoltre essere valutate in base alla variabile del numero di corpi. Altra tendenza positiva riscontrata in Piemonte è l’accorpamento aziendale, che comporta risparmi in termini di costi di trasporto e di volume di lavoro.

CONDUZIONE DIRETTA SU TERRENI AFFITTATI
Sulla modalità di conduzione dell’attività agricola in Piemonte, la situazione emersa dal 6° Censimento generale dell’agricoltura è nettamente delineata: il 90% della SAU è a conduzione diretta, registrando un incremento in tal senso rispetto al 2000. I risultati del censimento denotano inoltre un ulteriore cambiamento nel settore agricolo in riferimento all’ingrandimento delle aziende: l’aumento della superficie dei terreni condotti direttamente dal titolare delle aziende è accompagnato generalmente dall’aumento dell’incidenza degli affitti; in altri termini le imprese agricole che negli anni si ingrandiscono non acquistano più terra, ma stipulano contratti d’affitto.

COLTIVAZIONI E ALLEVAMENTI
Dall’esame dei questionari emerge una generale concentrazione delle coltivazioni presso le aziende di grandi dimensioni. Per quanto concerne l’attività degli allevatori professionali, pur registrando un valore di UBA (Unità di bestiame adulto) approssimativamente invariato dal 2000 ad oggi, è percepibile una forte tendenza alla concentrazione dei capi nelle aziende di maggiori dimensioni. Va inoltre recepita una tipica concentrazione territoriale per quanto riguarda gli allevamenti di bovini e suini (con particolare riferimento alla pianura della provincia di Cuneo).

DONNE, GIOVANI, STRANIERI
L’apporto della manodopera femminile al lavoro agricolo è diminuito rispetto al censimento del 2010, sia nell’ordine delle persone coinvolte che in quello di giornate di lavoro impegnate. Dato in controtendenza al confronto con le altre Regioni, seppur lievemente, è quello inerente l’insediamento dei giovani in agricoltura. Probabile conseguenza di tale fattore è la variazione, positiva, del titolo di studio posseduto dei capi azienda: se nel 2000 prevaleva la licenza elementare, attualmente si impone il titolo di media inferiore. Per quanto concerne la presenza straniera nei campi va suddiviso il dato: il numero di conduttori di aziende agricole non Italiani (UE o extra UE) è esiguo, ma vanno registrati titolari di imprese anche di grandi dimensioni. Diverso il discorso per la manodopera extrafamiliare, dove il peso degli stranieri è considerevole.

Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “I dati emersi dal 6° Censimento generale dell’agricoltura dimostrano come il comparto rurale rappresenti un settore in continua evoluzione, pronto indubbiamente ad adeguarsi al continuo variare del contesto circostante. Desta particolare interesse il dato relativo alla forte diminuzione del numero di aziende, ma se raffrontato a una delle diminuzioni della superficie agricola utilizzata meno incisive di tutta Italia, allora abbiamo la conferma che l’agricoltura piemontese non è in difficoltà, al contrario è pronta ad affrontare le nuove sfide della modernità. Lo testimonia la conseguente accresciuta superficie media aziendale, sintomo di spirito di imprenditorialità e buono stato di salute dell’attività. I dati del censimento, valido strumento per poter tracciare una panoramica completa del mondo rurale piemontese, se interpretati correttamente, possono divenire fondamentale punto di riferimento anche per la programmazione delle azioni future dell’Assessorato”.

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