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Presidenza russa all’ONU, priorità a nuova analisi conflitti Medio Oriente e Libia

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Presidenza russa all’ONU, priorità a nuova analisi conflitti Medio Oriente e Libia

Inizierà alla fine di settembre la presidenza russa di turno al Consiglio delle Nazioni Unite e, stando alle dichiarazioni rese dal Ministro degli Esteri di Mosca Mikhail Bogdanov, le intenzioni sono molto chiare.
L’obiettivo del Cremlino è quello di realizzare un fronte internazionale comune contro la minaccia dello Stato Islamico. “In Medio Oriente e in Africa settentrionale” ha spiegato il ministro “si sta formando una situazione estremamente difficile e non è esagerato dire, critica. Ai vecchi conflitti, prima di tutto quello arabo-palestinese, si stanno aggiungendo nuove crisi. La regione è piena di sanguinosi conflitti di vasta portata in Siria, Iraq, Yemen e Libia che si alimentano a vicenda”, favorendo “la crescita acuta dei rischi terroristici”. “Il risultato dell’invasione dell’Iraq nel 2003 e dopo anche il tentativo di interferenza esterna nel conflitto in Siria” ha proseguito poi Bogdanov “compreso il flirtare con l’opposizione armata, è stata l’apparizione di una minaccia senza precedenti per dimensione: l’Isis“.
Secondo Mosca, quindi “è di urgente necessità condurre un’analisi onesta e completa dei conflitti nello spazio del Medio Oriente e dell’Africa del Nord, con determinati orientamenti per il nostro lavoro collettivo, compreso il vettore del contro-terrorismo, sulla base della Carta delle Nazioni Unite al fine di costruire un’architettura efficace di sicurezza regionale”. “Un’autentica soluzione dei problemi esistenti è possibile solo attraverso un approccio generale, sulla base durevole del diritto internazionale, senza doppi standard e con il supporto di risoluzioni del Consiglio di sicurezza”.
L’occasione per avviare la discussione sarà la sessione, aperta proprio su proposta della Russia, del Consiglio di sicurezza Onu sul tema del ‘Mantenimento della pace internazionale e della sicurezza: soluzione dei conflitti in Medio Oriente e Africa settentrionale e la lotta contro la minaccia del terrorismo’, per la quale Mosca confida di poter contare “su un’ampia e interessata partecipazione ad alto livello degli Stati membri dell’Onu”.

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