Presidenziali Francia 2017: il prossimo presidente potrebbe essere indagato

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Presidenziali Francia 2017: il prossimo presidente potrebbe essere indagato

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Le elezioni presidenziali Francia 2017 disegnano uno scenario particolare: il prossimo presidente potrebbe essere indagato.

Il prossimo presidente della Repubblica di Francia sarà indagato. Non si tratta di una previsione, ma di quello che, in rapporto alla situazione attuale, appare come qualcosa di molto probabile. Al momento, infatti, tutti i principali candidati delle presidenziali risultano indagati. O quasi.

I candidati alla presidenza in Francia

I nomi dei tre esponenti politici che ad oggi guidano i sondaggi sono quelli di Emmanuel Macron (centrista di En Marche), Marine Le Pen (leader del Front National) e Francois Fillon (candidato del centro destra, Republicains). Per loro ci sono accuse di appropriazione indebita di fondi pubblici (Francois Fillon), abuso d’ufficio (Marine Le Pen) e altro ancora da specificare (Emmanuel Macron).

La situazione di Emmanuel Macron

Il candidato centrista Emmanuel Macron non è formalmente indagato, ma il suo nome è finito in un’inchiesta su un suo viaggio a Las Vegas del gennaio dell’anno scorso, quando era ministro dell’Economia. Il caso non è ancora chiaro: si parla dell’assegnazione di un appalto alla società Havas per l’organizzazione del Consumer Electronics Show, evento al quale Macron partecipò a Las Vegas. Irregolarità nell’appalto e presunto favoritismo sono le ombre che al momento si allungano sul nome del candidato centrista. Secondo il comunicato ufficiale di En Marche, “in nessun caso questa indagine riguarda Emmanuel Macron, ministro dell’Economia, né alcun membro del suo gabinetto. En Marche! non esiterà a intraprendere azioni legali contro chiunque insinui che Emmanuel Macron possa avere avuto alcuna responsabilità personale nelle decisioni approvate”.

Marine Le Pen del Front National

La leader del Front National Marine Le Pen è indagata nell’ambito dell’inchiesta su due suoi collaboratori, Thierry Légier (rilasciato dopo essere stato messo in stato di fermo a febbraio) e Catherine Griset (ad oggi incriminata per complicità in abuso d’ufficio). La questione ruota attorno al fatto che gli impieghi di questi collaboratori sarebbero risultati in carico al Parlamento europeo di Strasburgo quando, in realtà, il lavoro era svolto per il Front National. Dall’UE è arrivata una richiesta di rimborso di circa 300 mila euro indirizzata a Marine Le Pen. Quest’ultima ha commentato, finora, asserendo che vi sia un complotto europeista ai suoi danni.

Francois Fillon indagato per appropriazione indebita

Francois Fillon risulta al momento indagato per avere retribuito moglie e figli con soldi pubblici conferendo loro incarichi che, secondo quanto starebbe emergendo dalle indagini, non sarebbero mai stati in realtà ricoperti. La cifra in questione si aggira attorno al milione di euro. Il diretto interessato si è sempre detto tranquillo e sicuro che uscirà pulito dall’inchiesta. Per questo ha dichiarato di non essere intenzionato a ritirarsi dalla corsa per l’Eliseo.

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