Presidenziali USA 2016, Hillary Clinton contro Wall Street

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Presidenziali USA 2016, Hillary Clinton contro Wall Street

La campagna elettorale per le presidenziali USA del prossimo anno fa registrare un ritorno in primo piano da parte della democratica Hillary Clinton.

In costante perdita di consensi da quattro mesi a questa parte, la Clinton ha deciso di invadere in qualche modo il terreno del suo più vicino rivale, il collega Bernie Sanders, attuale principale beneficiario dei suoi voti persi.

Sanders è un socialista dichiarato e, pertanto, segnalato per uno scarsissimo credito in un’eventuale vittoria finale, però, al momento, si sta avvicinando, e molto, alle percentuali di ‘gradimento’ di Hillary Clinton, che, quindi, potrebbe correre il rischio di essere estromessa dalla corsa alla poltrona presidenziale già in sede di primarie interne al partito.

Forse nel tentativo di recuperare l’elettorato che gradisce posizioni più estreme, la Clinton ha annunciato, come parte del suo programma elettorale, una tassa che colpisca le transazioni finanziarie ad alta frequenza. Se ne è parlato di recente in merito ai crolli delle borse asiatiche, quando molti analisti hanno fatto notare che la gran parte dei titoli si stavano deprezzando non per interventi umani, ma in conseguenza dell’azione di algoritmi che gestiscono le compravendite.

Computer, in altri termini.

Le cosiddette ‘high frequency trading’ sono le transazioni finanziarie gestite da specifici algoritmi di calcolo in grado di intervenire su volumi di scambio enormi anche in caso di piccolissime variazioni di prezzo, concretizzando un tipo di attività impossibile per i mezzi umani.

Si tratta di fatto di un sistema che garantisce guadagni anche laddove i movimenti del mercato non sarebbero così importanti, con il rischio, secondo alcuni, tra i quali, a questo punto, pure Hillary Clinton, di introdurre condizionamenti dell’andamento dei titoli trattati ben più importanti di quelli conseguenti a eventuali situazioni reali. Speculazione è il termine che i detrattori dell’high frequency trading utilizzano di solito per bollare questo genere di pratica.

Wall Street gradirebbe pochissimo un intervento di tassazione del genere prospettato dalla Clinton e si potrebbe anche osservare che una misura di questo genere incontrerebbe un’opposizione talmente forte da risultare in definitiva impraticabile, persino per il Presidente degli Stati Uniti d’America.

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