Presidenziali USA 2016, si ritira il repubblicano Scott Walker, attacchi a Donald Trump

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Presidenziali USA 2016, si ritira il repubblicano Scott Walker, attacchi a Donald Trump

Gov. Scott Walker debates Democratic challenger Mary Burke at Mayo Clinic Health Systems auditorium in Eau Claire, Wis., on Friday, Oct. 10, 2014. (AP Photo/The Eau Claire Leader-Telegram, Marisa Wojcik)

Novità nell’ambito della campagna elettorale del Partito Repubblicano d’America per la corsa alla Casa Bianca.

Il governatore del Wisconsin Scott Walker ha deciso di ritirare la sua candidatura per le prossime primarie interne al partito, dalle quali uscirà il nome dell’aspirante repubblicano alla carica di nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

La scelta di Walker – per la precisione, si è parlato non tanto di un ritiro definitivo, quanto di una “sospensione” – si verifica all’indomani della pubblicazione dei sondaggi aggiornati a seguito del secondo dibattito televisivo e il sospetto che si tratti di un’ammissione di sconfitta, in effetti, c’è.

Scott Walker, indicato in passato come la possibile rivelazione della campagna repubblicana e accreditato dell’11% dei consensi fino allo scorso mese di agosto, risulta al momento essere calato in modo drastico, fino ad un 1% scarso. Per giunta, pare che ci siano grosse difficoltà nella raccolta fondi per la sua campagna, perciò la conclusione di abbandonare il campo può apparire ovvia e inevitabile.

Nel discorso in cui ha annunciato la scelta, Walker ha rimarcato come non condivida il clima del dibattito politico in atto, dove sta prevalendo il personalismo in luogo dell’unione del partito, dove i veleni e le battute hanno soppiantato il “messaggio positivo conservatore” che rappresenta il vero cavallo di battaglia dei repubblicani.

Per nulla velato il riferimento a Donald Trump, di cui manca soltanto la citazione esplicita.

Walker si è addirittura spinto fino a esortare altri candidati ad abbandonare la campagna, ipotizzando una sorta di protesta contro il magnate che, al momento, gode del maggior consenso.

Nonostante un calo vistoso di 8 punti percentuali, infatti, Donald Trump resta il candidato repubblicano numero 1, con il 24%.

A seguire, ben distanziati, ci sono l’ex amministratore delegato del gruppo Hp Carly Fiorina al 15% (in forte crescita) e Ben Carson al 14%.

Ancora più indietro Jeb Bush, fermo per ora al 9%.

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